Biografia: Thomas Stearns Eliot


Biografia:
Nacque a Saint Louis (Missouri), nel profondo sud degli Stati Uniti, nel 1888. Studiò a Harvard, a Boston, a Parigi, facendo esperienze culturali molto varie e interessandosi moltissimo alla letteratura dei secoli passati, nello stesso tempo legandosi di amicizia con molti esponenti delle avanguardie francesi. Nel 1915 si stabilì a Londra dove rimase tutta la vita e dove, nel 1927, ottenne la cittadinanza inglese. Per questo Eliot è considerato più un poeta inglese che americano. Nei primi anni del suo soggiorno in Inghilterra lavorò come impiegato alla Lloyds Bank, ma presto di dedicò soltanto alla letteratura. Nel 1923 dopo i primi successi letterari, divenne direttore della rivista The Criterion e, poco più tardi, della casa editrice Faber and Faber. Nel 1927, dopo anni di ripensamenti e di ricerca spirituale, si convertì all'anglicanesimo e questa svolta religiosa ebbe una notevole influenza anche sulla sua opera di scrittore e sulla sua visione della vita che divenne un po' meno amara. Le opere che maggiormente risentono del suo cambiamento sono quelle per il teatro (specialmente Assassinio nella cattedrale) e l'ultima raccolta poetica Quattro Quartetti. Nel 1948 ottenne il premio Nobel per la letteratura. Morì a Londra nel 1965.

Le idee e la poetica
La poesia di Eliot fu, all'inizio, notevolmente influenzata dai simbolisti francesi, dalla lettura attenta di Dante degli stilnovisti italiani, dall'amicizia con il poeta americano Ezra Pound. La sua tecnica poetica è fortemente rivoluzionaria, simile alla tecnica narrativa di Joyce nell'Ulisse, cioè basata sulla libera associazione di immagini e su un'accurata indagine del subconscio. Eliot rifiuta la poesia come sfogo di emozioni (alla maniera romantica) e considera il poeta come ansioso e inquieto esploratore dell'esperienza, che cerca immagini concrete e oggettive per esprimere il proprio pensiero. Per questo la sua poesia è ricca di immagini simboliche ed evocative, di metafore ardite che traducono in form e in oggetti sensibili anche le impressioni più astratte. Il linguaggio poetico tradizionale si trasforma in lui in una lingua nuova, spesso oscura perché giocata su audaci astrazioni dell'intelletto, ma profondamente lirica e coinvolgente. Dalla poesia di Eliot, almeno fino alla conversione, scaturisce una visione amara del mondo alienato e in crisi, un mondo di morti viventi di cui il poeta, talvolta con ironia, talvolta con sofferta impotenza, coglie la desolazione. Dopo la conversione Eliot trova un approdo di speranza, come ci testimoniano gli ultimi poemi, soprattutto i Quattro Quartetti; tuttavia neppure disgiunta da inquietudini e ansie alle quali il poeta cerca di sottrarsi con un crescente desiderio di umiltà e di distacco dal mondo.

Ricordiamo alcune delle sue opere più importanti:

Il canto d'amore di J. Alfred Prufrock (The Love Song of J.A.P. 1917): un poema, dal tono distaccato ed elegante in cui la narrazione con libera associazione di idee del subconscio.

La terra desolata (The vaste Land, 1922): dedicato a Ezra Pound, il poemetto si articola in cinque parti (La sepoltura dei morti, Una partita a scacchi, Il sermone del fuoco, La morte per acqua, Ciò che disse il tuono). Esso descrive la condizione della vita dell'uomo contemporaneo, sentita come deserto e desolazione. Dal punto di vista formale il poemetto è perfetto per la fusione di intellettualismo e lirismo.

Mercoledì delle ceneri (Ash Wednesday, 1930): è la prima opera dopo la conversione. L'anima umana, sentendosi lontana dall'amore di Dio, compie un viaggio attraverso la penitenza e la purgazione, in un continuo alternarsi di speranza e di disperazione che si conclude con l'accettazione dei limiti umani e con la consapevolezza che il demone del dubbio è inseparabile dallo spirito della fede.

Assassinio nella cattedrale (Murder in the Cathedral, 1935): è il dramma più famoso di Eliot. Siamo nel 1170 e l'arcivescovo di Cantembury, Thomas Becket, torna dalla Francia dopo sette anni di esilio per non aver voluto sottomettere la Chiesa al volere del re Enirco II. Ora crede che le cose siano cambiate, ma si accorge di essere avversato sia dai suoi fedeli, che temono nuove persecuzioni, sia dai seguaci del re che vogliono la sua sottomissione. Dopo un tormentoso conflitto interiore, Becket, convinto di agire secondo coscienza, ribadisce di una predica le sue convinzioni e non tenta di fuggire quando i cavalieri vengono ad ucciderlo. Della sua morte sono contenti i cavalieri stessi che hanno obbedito al re, i preti che hanno un nuovo martire, il popolo che non teme più le persecuzioni. Questo dramma, pubblicato nel 1935 quando in Europa si affermavano i regimi dittatoriali, fu sentito come l'affermazione morale della libertà e della dignità dell'individuo contro le costrizioni e le conculcazioni.

Quattro quartetti (Four Quartets, 1942): quattro poemetti, ciascuno dei quali prende il titolo dal nome di una località. Furono pubblicati dapprima separatamente, ma riuniti nel 1942 in un'opera unitaria. Essi sono una crescente meditazione sul tempo e sull'eterno; perfetti nella struttura e nella forma costituiscono una delle opere più importanti della poesia contemporanea.


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