Biografia: Leonardo Sciascia


Biografia
Leonardo Sciascia è nato a Racalmuto (Agrigento) nel 1921, fu maestro elementare fino al 1957 per dedicarsi, poi, interamente alla letteratura, pubblicando articoli e saggi sulle più prestigiose riviste culturali. Attento osservatore e studioso dei problemi e dei costumi della Sicilia sui quali sono incentrati i suoi romanzi più riusciti), ha indagato soprattutto il tema della mafia che, pur avendo profonde radici nella sua terra è, secondo lui, un male che ormai colpisce l'intera società italiana. I suoi scritti, molti numerosi, riguardano anche argomenti di critica letteraria come il pregevole saggio Pirandello e la Sicilia del 1963) e di indagine sociale e politica, come il dossier L'affaire Moro del 1979, in cui avanza una sua ipotesi sull'assassinio dell'onorevole Aldo Moro, esponente della Democrazia Cristiana. E' morto nel novembre 1989.

Le idee e le tematiche
Sciascia non si allontana mai da una letteratura impegnata e il suo stile è sempre molto essenziale, quasi lapidario, specialmente quando riferisce argomenti della realtà; in esso sentiamo l'impegno, più morale che artistico, di descrivere con obbiettivo distacco e lucido ragionamento. Il suo argomento più sentito è la Sicilia con le sue piaghe secolari e i tanti problemi di cui egli vive appassionatamente le tensioni e di cui cerca le origini. La mafia, l'omertà, la miseria, la politica della Sicilia sono argomenti consueti nelle opere di Sciascia, da Le parocchie di Regalpetra (1958) fino a La Sicilia come metafora (1979) ed esprimono la sostanza pessimistica della sua ispirazione.

Opere
Le sue opere di maggior successo sono:

LE PARROCCHIE DI REGALPETRA (1958): una serie di cronache su un paese immaginario della Sicilia che potrebbe essere tutta la Sicilia.

GLI ZII DI SICILIA (1961): raccolta di quattro racconti, quasi dei saggi storico-politici.

IL GIORNO DELLA CIVETTA (1961): un romanzo che si svolge in un paese qualunque della Sicilia. E' l'alba. L'autobus di linea, carico di gente, si sta avviando. Si vede un uomo correre e il bigliettaio apre lo sportello per farlo salire, In quell'attimo due colpi di lupara squarciano il silenzio e l'uomo cade. E' Salvatore Colasberna, un piccolo impresario edile.
L'assassino, fatto il colpo, fugge, ma viene riconosciuto da Paolo Nicolisi, un uomo buono e onesto, appena uscito di casa per andare al lavoro. Potrebbe diventare un testimone pericoloso, e la mafia lo fa fuori. Al capitano dei carabinieri, il Bellodi, che conduce l'inchiesta, arriva una denuncia anonima: L'assassinio è un killer mafioso, Diego Marchica; Paolo Nicolisi è stato ucciso da Saro Pizzucco; il mandante è don Mariano Arena, capomafia del luogo. I tre mafiosi vengono arrestati, ma ecco entrare in azione due potenti politici di Roma, legati alla mafia, e ogni prova raccolta dal capitano Bellodi si dissolve. I tre criminali escono trionfanti dal carcere.

A CIASCUNO IL SUO (1966): ancora un romanzo basato sul rapporto mafia potere politico. In un paesino siciliano un medico vuole svelare gli intrighi mafiosi, ma viene ucciso. Il professor Laurana, un tranquillo insegnante, scopre gli autori del delitto, ma viene ucciso a sua volta, prima che possa fare la denuncia.

IL CONTESTO (1971): romanzo di fantapolitica.

LA SICILIA COME METAFORA (1979): saggi di vario argomento.

PORTE APERTE (1897) romanzo.


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