Biografia: Karen Blixen Finecke


Biografia:
Nacque a Rungstedlund nel 1885 dalla aristocratica e facoltosa famiglia Dinesen. Di carattere estroverso, innamorata del pericolo, della morte e di Dio fu assai felice quando, nel 1913, alla vigilia della prima guerra mondiale seguì il marito che aveva acquistato una fattoria nel Kenia, vicino a Nairobi, con l'intenzione di coltivarvi il caffè. La vita in Africa costituì una bellissima avventura per la Blixen, che si affezionò a quei luoghi più che alla sua patria. Purtroppo gli investimenti nelle piantagioni di caffè risultarono un fallimento e il barone Finecke vi dissipò tutto il suo patrimonio e anche buona parte di quello della moglie. Nel 1922 i due divorziarono, ma Karen decise di rimanere in Africa, tentando di far fruttare in altro modo la fattoria. In condizioni economiche quanto mai precarie trascorsero altri nove anni, ma nel 1931 Karen Blixen fu costretta ad abbandonare tutto e tornare in Danimarca. Il ricordo dei vent'anni africani fu sempre causa di nostalgia e costituì materiale prezioso per le sue opere che la Blixen cominciò a pubblicare fin dal 1933. Da allora la sua vita fu appartata e schiva, dedicata a scrivere costantemente ma con parsimonia, privilegiando saggi e racconti. Fu proposta più volte per il premio Nobel che non ottenne mai. Morì a Copenaghen nel 1962.

Le idee e le tematiche
Si può dire che la Blixen abbia due modi di narrare: quello poetico e realistico legato al ricordo e alle esperienze vissute, e quello fantasioso, ricco di suggestioni, che si rivela nei racconti immaginari. Dal primo modo nascono le sue opere più spontanee, come La mia Africa e Ombre sull'erba nelle quali la scrittrice ritrova l'atmosfera serena della sua fattoria nel Kenia ed esprime, in tono quasi romantico, l'ammirazione per quel mondo primitivo con cui si sente in armonia e in sincera sintonia di sentimenti. Dal secondo modo nascono i Racconti, che la Blixen scrisse numerosi, in cui prevale la bizzarria degli intrecci e la ricerca dell'esotico e dell'eccentrico. Anche la lingua è architettata con perizia tecnica, non priva di certi barocchismi, anche se intensa e adeguata ai soggetti.

Scrisse molte delle sue opere in lingua inglese e successivamente le tradusse in danese. Ricordiamo le più note:

Sette storie gotiche (Seven Gothies Tales, 1934): è la prima raccolta di racconti lunghi che si svolgono per lo più tra la seconda metà del Settecento e il primo Ottocento, intessuti di intrighi, magia, passioni, miti e risentono di una concezione misteriosa della vita. Il linguaggio è prezioso, con qualche artificiosità che serve a intensificare le atmosfere.

La mia Africa (Out of Africa, 1937): pubblicato contemporaneamente in inglese e in danese (Den afrikanske farm) è un prezioso libro di memorie che presenta, in tono quasi di fiaba, la fattoria del Kenya ove ogni cosa dava un senso di grandezza, di libertà, di nobilita suprema. Figure, paesaggi, episodi dei vent'anni africani della scrittrice sono presentati con profondo amore e sincera nostalgia. Da questo bestseller è stato tratto un film, con la regia di S. Pollack.

Ombre sull'erba (Shadows on the Grass, 1961): è un ultimo omaggio della Blixen alla sua Africa, un anno prima di morire. Vi sono ricordati personaggi che le furono cari, come il servitore Farah, e tante altre ombre misteriose, altere e vigili che riempirono la sua vita per tanti anni e delle quali la memoria non sa liberarsi.

Racconti: Sono undici lunghi racconti di tempeste nei mari del Nord e storie di ragazzi sullo sfondo di paesaggi danesi.


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