Biografia: Charles Baudelaire



Biografia:
Charles Baudelaire nacque a Parigi nel 181; suo padre morì quando egli aveva soltanto sei anni e il matrimonio della madre, che si risposò poco dopo, determinò in lui una profonda sofferenza destinata a durargli tutta la vita, camuffata spesso da cinismo e spavalderia. Dopo aver conseguito la licenza liceale, Baudelaire cominciò una vita sregolata; il patrigno, il generale Auspick, sperò di ottenere un cambiamento persuadendolo ad un viaggio nelle isole dell'Oceano Indiano, ma al suo ritorno, ormai maggiorenne, Baudelaire riprese la vita stravagante, dissipò rapidamente il patrimonio ereditato dal padre, si avvilì sempre di più nell'alcool, nella droga, nella frequentazione di ambienti malfamati e di personaggi equivoci. Fu costretto a lavorare per vivere e scrisse saggi e articoli di pittura (sui Saloni di Esposizione di Parigi), di musica (ebbe l'intuizione dell'importanza di Wagner), di letteratura (studiò e tradusse le opere dello scrittore americano E.A Poe).
Nel 1857 pubblicò la sua raccolta di versi, I fiori del male, un libro che gli procurò subito un processo per alcune liriche considerate immorali; fu pubblicato in seconda edizione, riveduta e purgata, nel 1861. L'opera non ebbe risonanze e il poeta, amareggiato e prostrato nel fisico e nel morale, si allontanò da Parigi la cui atmosfera gli era diventata insopportabile, e andò a vivere a Bruxelles. Ma non fu molto soddisfatto del cambiamento perché anche questa era una città meschina e soprattutto perché si aggravò il suo già precario stato di salute. Nel 1866 ebbe il primo attacco di paralisi e l'anno dopo morì in una clinica di Parigi. dove era stato fatto trasportare dalla madre.

Le idee e la poetica
Baudelaire era stato seguace dei parnassiani, un gruppo di poeti francesi che intorno al 1860 vollero cambiare i canoni della poesia romantica: non più effusioni del cuore e del sentimento, ma una poesia chiara e oggettiva, razionale ed elegante. I parnassiani intesero tornare all'ideale poetico del Parnaso, il mitico cielo delle Muse, simbolo della preziosità dell'arte classica. Baudelaire condivise queste aspirazioni soprattutto per la ricerca formale che rimase una costante della sua poesia. Nei contenuti, però, egli manifestò la sua sensibilità nuova e originale, incentrata sul continuo conflitto fra il Bene e il Male e sul senso del Mistero, come consapevolezza dell'ignoto in cui ogni vita si dibatte. Tuttavia egli non si ispira a soggetti astratti ma, in una sorta di spiritualismo e di realismo insieme, prende avvio dalla concreta realtà dell'uomo per trasfigurarla in simboli della sua continua angoscia e della sua ansia di raggiungere ideali purificatori. Proprio per questo suo atteggiamento è considerato iniziatore e maestro del Simbolismo che si affermerà pochi anni dopo.

Le opere principali di Baudelaire sono:

I Fiori del Male (Les fleurs du mal, 1857): è il suo capolavoro, una raccolta di liriche suddivisa in sei parti: Noia e Ideale, Quadri parigini, Il vino, I fiori del male, Rivolta, La morte.
Esse costituiscono l'unità delle riflessioni del poeta che si dibatte fra la noia e le aspirazioni ideali (Noia e ideale), cerca rimedio nel vizio nell'ebrezza, ma non lo trova (Quadri parigini, Il vino, I fiori del male), spera conforto in un atteggiamento di ribellione (La rivolta), ma tutto è inutile e non gli resta che la morte (La morte).

Altre opere importanti servono a chiarire il pensiero di Baudelaire e a darci particolari autobiografici utili per meglio inserirci nel suo dramma umano e poetico; citiamo solo le più significative:

La Fanfarlo (1847): racconto lirico-autobiografico, significativo per mettere a nudo certe particolarità del suo carattere indipendente ed egocentrico.

I Paradisi artificiali (Les paradis artificiales, 1861): raccolta di tre saggi in cui il poeta cerca di spiegare il valore della droga e dell'alcool come mezzo di evasione da una vita in cui prevale la noia.

Il mio cuore a nudo (Mon coeurs mis a nud, 1887): un diario intimo pubblicato postumo; anche se non è opera sistematica è utile per riconoscere le sue meditazioni e riflessioni.


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