Commento: Il passero solitario


di Giacomo Leopardi
Commento:

La poesia inizia con la descrizione del percorso del passero: dalla cima della torre antica alla campagna. Il passero espande nell’aria il suo dolce e melodioso canto. La primavera brilla nell’aria, cosi ché commuove il cuore di chi la guarda. Gli altri uccelli volano felici nel cielo e fanno mille giri, mentre il passero se ne sta in disparte e solo, non cercando né compagni né altri uccelli, passando in questo modo la migliore e più viva parte dell’anno e della sua vita. Nella seconda strofa il poeta dice che anche la sua vita  somiglia a quella del passero. Egli non cerca né divertimenti, né svaghi, che sono dolci compagni della giovinezza e non cerca nemmeno l’amore che è fratello della giovinezza ed è rimpianto doloroso dei giorni vissuti. Egli se ne sta da solo, mentre tutti i giovani del luogo escono nel giorno di festa, guardano e si lasciano guardare, e nel cuore si rallegrano. Intanto il sole, tra cime lontane, tramonta, gli ferisce gli occhi tesi a guadare l’aria chiara e sembra dire che anche la giovinezza tramonterà. La poesia si conclude con la riflessione del poeta, che dice che, mentre la vita del passero solitario è dovuta alle leggi naturali, la sua vita è dovuta alla sua libera scelta (ma in verità alla triste condizione del suo corpo) e quando sarà vecchio ripenserà alla sua triste vita giovanile rimpiangendo la sua possibile, ma negata giovinezza.


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