Commento: Digitale Purpurea, Pascoli


di Giovanni Pascoli

Commento:
La trasgressione narrata non può avere come protagonista Maria, la sorella buona, dal nome purissimo e carico di valore religioso, bensì Rachele una sorta di doppio speculare e complementare di Maria. La differenza fra le due ragazze è evidenziata fin dal principio del teso: dopo i rapidi cenni che descrivono la virtuosa modestia e semplicità di Maria, di fronte all'ardore dello sguardo di Rachele il discorso poetico resta sospeso. Il poeta teme di avventurarsi fra le pieghe di una psicologica inquieta e avida.
Rachele altri non è se non Ida, l'altra sorella minore del poeta. Sposandosi nel 1895, Ida aveva infranto l'unità del nido familiare, pregiudicando il rapporto a tre creatosi fra i fratelli Pascoli. Ida-Rachele è dunque colei che osa accedere a un'esperienza proibita (il matrimonio), alla quale né Giovanni né Maria sanno accostarsi liberandosi dell'esclusiva e un po' morbosa fedeltà che li lega.
La digitale purpurea è un simbolo delle forze ambivalenti che sommuovono l'inconscio umano; suscita sensazioni di dolcezza e crudeltà, moti d'attrazione e di ripulsa. essa è fior di morte che tuttavia l'alito ignoto spande di sua vita: esala un richiamo irresistibile verso forme di gioia che sono, contemporaneamente, irresistibili e minacciose. Siamo di fronte a un componimento tipicamente decadente.


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