Chi lascia la strada vecchia per la nuova sa quel che lascia non sa quel che trova


Secondo un recente sondaggio, i genitori italiani sono considerati troppo protettivi e iperpresenti, ciò a come conseguenza che quando i loro figli diventeranno grandi non avranno la giusta indipendenza che li permetta di muoversi e prendere decisioni da soli.

Non tutti, ma buona parte dei genitori (soprattutto le madri) si oppongono alla scelta del figlio di intraprendere nuove scelte di vita che comportano l'allontanamento da casa,  in particolar modo se ci si mette in viaggio solo per "fare fortuna altrove" perché stanchi della monotonia quotidiana, pur riconoscendo di non avere avere idee originali o una destinazione ben definita. Questo per non fare la fine del personaggio 'Ntoni di Giovanni Verga oppure di Artemio (Renato Pozzetto) nel film Il ragazzo di campagna. Beh è anche vero che ci sono pure quelli che ce l'hanno fatta, come Cristoforo Colombo, che cercando una strada per le Indie, trovò qualcosa che non si aspettava, l'America. Ed è stato un notevole successo.

Adesso credo che sia più facile immaginare il senso di questa frase:
Chi lascia la strada vecchia per la nuova sa quel che lascia non sa quel che trova.

Significato e uso

Si tratta di un proverbio, il cui significato è che non bisogna lasciare la strada vecchia (se si ha la possibilità di scelta), perché ne conosciamo già i suoi pregi e i suoi difetti, mentre di quella nuova non possiamo sapere se sia peggiore della precedente. 


Riflessione

Ma quante persone restano "ferme" sempre allo stesso punto, proprio per paura di intraprendere una strada nuova? 

Di solito chi lascia la strada vecchia per quella nuova sa quello che lascia e... per questo che lascia.

Allora la domanda conclusiva è: meglio stare fermi accontentandosi di quelle poche e relative "certezze" che abbiamo... o intraprendere strade nuove con il "rischio" di migliorarsi e migliorare la propria vita?

Strada vecchia o strada nuova?
I proverbi spesso si rivelano inattendibili, questo più di altri perché altrimenti bisognerebbe dar ragione anche a "chi non risica non rosica" (si cambia strada pur sapendo di correre dei rischi) e allo stesso tempo a "chi si accontenta gode" (si rimane nella stessa strada pur riconoscendo che non è la miglior scelta)...

Ovviamente ognuno risponderà in base alla propria visione, ed è giusto che sia così:
- "bisogna saper apprezzare quel che si ha come se fosse un dono",
- "viaggiare sempre per imparare dagli sbagli",
- "ci vuole più coraggio e fatica a trasformare la vecchia strada in qualcosa di nuovo tutti i giorni che scegliere quella nuova".

Su una cosa siamo tutti d'accordo: bisogna sempre muoversi, migliorarsi e avere fame di conoscenza e di nuovo... ma con la giusta umiltà. Purtroppo c'è anche chi non riesce ad opporsi alla paura, l'unica "forza" che ci impedisce di cambiare strada e intraprenderne una nuova.
Ad ogni modo non esistono scelte giuste o sbagliate, ma solo scelte che ci portano a fare delle esperienze per vivere la vita da protagonisti.



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