O rosa e giglio e flore aloroso - Dante da Maiano


Testo:

[O] rosa e giglio e flore aloroso,
perché ancidete lo vostro servente?
Ché piango e chero voi, viso amoroso,
perciò che tutto son vostro ubidente.
Quando lo sguardo, fammi star pensoso,
tant’è gioioso, fresco ed avenente:
volere e core meo, sie coraggioso,
perch’ami lo rubino sprendïente.
E sprendïente siete come ’l sole,
angelica figura e dilicata,
ch’a tutte l’altre togliete valore.
Se risplendete, l’alto Edeo lo vole;
nulla bellezza in voi è mancata:
Isotta ne passate e Blanzif[l]ore.


Parafrasi

Rosa, giglio, fiore profumato, perché uccidete il vostro servo? Poiché io piango e invoco voi, viso amoroso, poiché io sono in tutto sottomesso alla vostra volontà. Quando lo guardo [il vostro viso] mi fa restare  pensoso, tanto è gioioso, fresco e grazioso: mia volontà e mio cuore, siate coraggiosi, perché voi amate il rubino rispendente. E splendente siete come  il sole, angelica e delicata figura, tanto che togliete valore a tutte le altre. Se siete tanto splendida è perché così vuole l'alto Iddio; non manca a voi bellezza alcuna; superata Isotta e Biancoforte.


Commento

È una raccolta di rime antiche del 1527: così è nata l'ipotesi, corretta dal Novati e dal Debenedetti, che si tratti di una invenzione umanistica. Il gusto, la lingua, l'esplicito richiamo a famosi personaggi francesi, Isotta, Biancofiore amante di Florio, fanno del maianese un «frutto un po' fuori stagione» come osserva il Contini, proprio negli anni dello Stilnovo.



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