Martidie - Folgore da San Gimignano


Testo:

E ’l martedí li do un nuovo mondo:
udir sonar trombetti e tamburelli,
armar pedon, cavalieri e donzelli,
e campane a martello dicer: "don do";

e lui primiero e li altri secondo,
armati di loriche e di cappelli,
veder nemici e percuotere ad elli,
dando gran colpi e mettendoli a fondo;

destrier vedere andare a vuote selle,
tirando per lo campo lor segnori,
e strascinando fegati e budelle;

e suonare a raccolta trombatori
e sufoli, flaúti e ciramelle,
e tornare alle schiere i feritori.


Parafrasi

Il martedì gli presento un mondo nuovo: udire suoni di trombe e di tamburi, armare fanti, cavalieri e scudieri, e campane a martello suonare a distesa; e lui [il cavaliere] per primo e gli altri dietro, armati di corazza e di elmetti, vedere il nemico, e assalirlo, menando gran fendenti e sbaragliandolo; vedere i destrieri galoppare con vuoto l'arcione, trascinando per il campo il loro padrone e tirandosi dietro fegati e interiora; e suonare a raccolta i trombettieri, e zufoli, e flauti e cornamuse, e ricomporsi in ordinata schiera i vincitori.

Commento

E' il giorno di Marte: suonano le trombe, i tamburi, le campane a martello, escono armati i fanti e i cavalieri a sconfiggere il nemico. La poesia di Folgore non ha forza epica né tono eroico: descrive un quadro di genere, con accento realistico, ma senza grandi linee né profondi colori.
Lo spirito municipale del poeta traspare anche dalle dimensioni del suo racconto, sempre breve, rapido.



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