Di agosto - Cenne da la Chitarra


Testo:

D’agosto vi reposo en aire bella,
en Sinegal[l]ia, che me par ben fina;
il giorno sì vi do, per medicina,
che cavalcate trenta migliatella,

e tutti en trottier’ magri senza sella,
sempre lung’ a un’acqua de sentina;
da l’altra parte si faccia tonnina,
poi ritornando a poso di macella.

E, se ben cotal poso non vi anasa,
met[t]ovi en Chiusi la cit[t]à sovrana,
sì stanchi tutti da non disfar l’asa;

la borsa di ciascuno stretta e vana,
e stare come lupi a boc[c]a pasa,
tornando in Siena un dïe la semana.


Parafrasi

In agosto vi faccio riposare in un'aria salubre, in quella Senigallia che mi pare un posto tanto grazioso; e vi ordino per medicina che ogni giorno cavalchiate per trenta buone miglia, tutti montando magri cavalli trottatori senza la sella, e la vostra cavalcata si svolga lungo un'acqua puzzolente; oltre a questo, che vi si faccia a pezzi, ritornando poi a lento passo, come di bestie che vadano al macello. E se un simile riposo non vi garba, vi metto in Chiusi, in quella città posta in collina, tutti stanchi morti da non potervi slacciare i vestiti; la borsa di ciascuno sia stretta e vuota e tutti se ne stiano come lupi a bocca spalancata per la fame, tornando in Siena un solo giorno alla settimana.


Commento

Folgòre aveva descritto un agosto fresco e raccolto; per Cenne è una grottesca penitenza: la sua brigata si faccia trenta miglia su magri cavalli, lungo una riva sporca. Altrimenti, Cenne porterà tutti in città, così stanchi che non avranno voglia nemmeno di sciogliere i lacci.



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