Accorri accorri accorri, uom, a la strada! - Cecco Angiolieri


Cecco Angiolieri ci ha lasciato centocinquanta sonetti; sessanta d'amore per Becchina, una popolana, figlia d'un calzolaio, che lo adesca, gli fa il broncio, gli sfugge, lo tormenta.
In Cecco Angiolieri rivive la tradizione comico-drammatica del teatro: non è un giullare, ma ne assume i lazzi, il gusto del mimo. E' un istrione nato: è così difficile distinguere la vita dall'invenzione. La sua appare, sovente, una autobiografia fatta di ironiche e amare intenzioni, di gesti istrionici, di provocazioni: questo è un esempio di sonetto dialogato, di piccola commedia. Invoca aiuto, lo hanno derubato. E' stata una donna <<che par che rada>>, come se fosse un rasoio. Dopo il danno la beffa: viene ingiuriato dalle donne e dagli altri.


Testo:

Accorri accorri accorri, uom, a la strada!
Che ha’, fi’ de la putta? – I’ son rubato.
Chi t’ha rubato? – Una che par che rada
come rasoio, sì m’ha netto lasciato.
Or come non le davi de la spada?
I’ dare’ anz’a me. – Or se’ ‘mpazzato?
Non so che ‘l dà, così mi par che vada.
Or t’avesse’ella cieco, sciagurato!
E vedi che ne pare a que’ che ‘l sanno?
Di’ quel che tu mi rubi. – Or va con Dio,
ma anda pian, ch’i’ vo’ pianger lo danno,
ché ti diparti. – Con animo rio!
Tu abbi ‘l danno con tutto ‘l malanno!
Or chi m’ha morto? – E che diavol sacc’io?


Parafrasi

[Ai passanti]:
Accorrete, accorrete gente, alla strada!
Cos'hai, figlio di buona donna? - Mi hanno derubato!
Chi ti ha derubato? - Una donna che sembra tagliare
come un rasoio tanto mi ha lasciato pulito.
Come mai non l'hai colpita con la spada?
Piuttosto colpire me stesso. - Sei impazzito?
Non lo sono; ne do forse l'impressione?
- Mi sembra proprio: t'avesse accecato, o disgraziato!

[Subentra l'innamorata del poeta]:
Cosa ne sembra di questa faccenda a quelli che la conoscono?
Che tu mi derubi. - Ma vattene con Dio!
Ma piano, però, perché non voglio piangere il danno che ho subito.
Come te ne vai? - Con l'animo addolorato.
Ti resti il danno con tutti il malanno!

[Rivolto ancora ai passanti]:
Ahimé, chi mi ha ucciso? - E che diavolo ne so io? -



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