Questa rosa novella - Lapo Gianni


Testo:

Questa rosa novella
che fa piacer sua gaia giovanezza,
mostra che gentilezza,
Amor, sia nata per vertù di quella.
S’i’ fossi sofficiente
di raccontar sua maraviglia nova
diria come natura l’ha adornata;
ma io non son possente
di saper allegar verace prova:
dil’ tu, Amor, che serà me’ laudata.
Ben dico una fïata
levando gli occhi per mirarla fiso,
presemi ’l dolce riso
e li occhi suoi lucenti come stella.
Allora bassai li mei
per lo tuo raggio che mi giunse al core
entro in quel punto ch’io la riguardai.
Tu dicesti: costei
mi piace segnoreggi ’l tuo valore
e servo a la tua vita le sarai.
Ond’io ringrazio assai,
dolce signor, la tua somma grandezza,
ch’i’ vivo in allegrezza
pensando a cui mia alma hai fatt’ancella.
Ballata giovincella,
dirai a quella ch’ha la bionda trezza
ch’Amor, per la sua altezza
m’ha comandato i’ sia servente d’ella.


Parafrasi

Questa rosa appena sbocciata che rende gradita la sua gaia giovinezza, fa sembrare, Amore, che la nobiltà sia nata per virtù di essa. Se io avessi forza sufficiente per raccontare le sue inusitate meraviglie, direi come l'ha abbellita la natura; ma io non sono in grado di addurre delle prove convincenti: dillo tu, Amore, che [da te] riceverà lode migliore. Posso ben dire: «una volta alzando gli occhi lucenti come stelle mi conquistarono». Allora io abbassai i miei per il tuo [di Amore] raggio che mi trafisse al cuore in quell'attimo in cui la guardai. Tu dicesti: «Io voglio che costei abbia potere sul tuo valore, e per tutta la vita tu le sarai servo». Per cui io, dolce signore, ringrazio assai la sua somma grandezza, poiché vivo felice pensando a colei della quale hai reso schiava la mia anima. Giovane mia ballata, andrai da quella che porta la treccia bionda; poiché Amore mi ha imposto, per la sua alta nobiltà, che io sia suo servitore.


Commento

Questa «ballata giovenzella» è un vero esempio di grazie letteraria. Essa bene ci serve a capire il clima, il gusto della poesia d'amore appunto perché non nasce da una originale tensione spirituale, ma segue, con finezza stilistica, le forme e le idee che sono nuove sia nel Cavalcanti che nel giovane Dante.



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