Differenza tra errore grammaticale, ortografico, lessicale e sintattico


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Anche quello che è oggi uno studente modello, bravissimo a scrivere un testo senza commettere nemmeno un errore, avrà avuto in passato le sue lacune in italiano. Vi sarà sicuramente capitato al momento della correzione di un tema, di ricevere oltre al voto, una nota (=precisazione), riguardante il tipo di errore commesso: grammaticale, ortografico, lessicale, sintattico, semantico e così via.
Alle elementari, l'insegnante si limita ad indicare gli errori dicendo che il problema sono le doppie, la punteggiatura, gli accenti, i verbi ecc.
Alle superiori, l'insegnante traccia tutto in rosso e poi mette un cattivo voto perché gli errori sono davvero ridicoli per uno che ha già almeno 8 anni di scuola alle spalle. La via di mezzo è la scuola media, in questi tre anni di scuola gli insegnanti si concentrano nel migliorare le capacità dello studente in modo che possa essere preparato nelle situazioni future. Qui l'insegnante di italiano raggruppa in modo più generico il tipo di errore, ma non sempre l'alunno si rende conto del tipo di errore commesso e per questa ragione, qui di seguito, troverete la spiegazione dei singoli errori che si possono commettere nello scrivere un tema o un qualsiasi altro tipo di testo (articolo di giornale, relazione, saggio breve, riassunto ecc.).

1) Errore grammaticale: la grammatica è l'arte di parlare e scrivere correttamente, è quindi il codice della lingua che come tutti i codici, è suscettibile di modificazione e rinnovamento. La grammatica si suddivide in tre sezioni fondamentali: fonetica, morfologia e sintassi. Quindi tutti gli errori che non sono ortografici, lessicali, sintattici, semantici rientrano genericamente nell'errore grammaticale, tra cui la coniugazione dei verbi (ad esempio i congiuntivi).


2) Errore ortografico: il termine ortografia deriva dal greco e significa: retta maniera di scrivere e comprende l'insieme complesso delle regole che servono a scrivere bene. Si riferisce al corretto modo di usare le consonanti, le lettere maiuscole o minuscole, la giusta accentazione, ecc.
Esempio:
- Qual'è, si scrive senza l'apostrofo.
- Sciemo, anziché scemo.


3) Errore lessicale: significa non inerente al lessico, cioè l'utilizzo di un vocabolo inappropriato, usato in modo improprio o distorto come l’uso di una parola al posto di un’altra, l’invenzione di parole inesistenti, l’uso di locuzioni vagamente conosciute ma ricostruite malamente.
Esempio:
- Mio cugino ha gli abeti (invece del "diabete").
- Ho bevuto l'acqua fluorescente (invece di "effervescente").
- Sono corto e magro (invece di "basso").


4) Errore sintattico: è la parte della grammatica che studia la concatenazione e la funzione delle parti del discorso (l'analisi logica per intenderci: soggetto, predicato e vari complementi). Quindi un errore di sintassi si ha quando si sbaglia la struttura della frase come l'ordine degli elementi della frase, la costruzione delle subordinate, il mancato uso di articoli e preposizioni.
Esempio:
- Nel tempo mio italiano è migliorato (manca IL).
- Vado nella dentista (DALLA).
- Mi molto dispiace (inversione ordine).
- Marco non mai mi ha detto (inversione d'ordine)
- Vado all'asilo e ho molti amici con quelli posso giocare (con CUI).


5) Errore semantico: riguarda il significato delle parole. Si commette quando si dice una cosa volendone dire un'altra e ciò può accadere in svariati casi. Ad esempio, l'uso di un proverbio o un modo di dire in un contesto sbagliato, oppure, caso più frequente, l'uso di una parola che ha un significato diverso rispetto a quello che crediamo.
Esempio:
 - Luigi è un pittore provetto. Ha appena iniziato a dipingere.

In questo caso, il parlante sta utilizzando la parola "provetto" credendo che significhi "novizio", "alle prime armi", quando invece significa esattamente l'opposto, ossia: "esperto".


6) Errore morfologico: si occupa dello studio della struttura grammaticale delle parole e che ne stabilisce la classificazione e l'appartenenza a determinate categorie come il nome, il pronome, il verbo, l'aggettivo e le forme della flessione, come la coniugazione per i verbi e la declinazione per i nomi distinguendosi dalla fonologia, dalla sintassi e dal lessico. Un errore di morfologia pertanto è un errore nella corretta analisi delle parole.
Esempio:
- Bambino = nome maschile di cosa (errore morfologico perché è di persona).


7) Errore Morfosintassi: La morfosintassi è la parte della linguistica che raggruppa la morfologia e la sintassi, soprattutto nell'analisi delle relazioni intercorrenti tra loro; studia in particolare i fenomeni di accordo (per esempio tra nome e aggettivo, tra soggetto e verbo)
Esempio:
- Quindi le luci erano troppo forti (e non le luci SONO troppo FORTE).
- Noi siete simpatici (errore nella concordanza tra soggetto e verbo).


8) Errore Fonosintassi: il complesso dei fenomeni fonetici (elisioni, troncamenti, raddoppiamenti sintattici) che sono in rapporto con la giustapposizione delle parole.
Esempio:
- È un gran bell'uomo. (Si scrive GRAN e non GRANDE).



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