Parabola del figliol prodigo


Riassunto:
Un uomo aveva due figli e il più giovane gli disse al padre che voleva la parte di beni che gli spettava. Il padre non si frastornò più di tanto e divise fra loro i beni; quando il giovane riuscì ad ottenere ciò che voleva, si sistemò tutto ciò che poteva servirgli e se ne andò in un paese lontano. Non era solo ma aveva anche degli amici con i quali spese tutto quello che possedeva in continui divertimento e svago.
Quando si accorse che aveva sperperato tutti i risparmi era ormai troppo tardi e si ritrovò nella misera, non volendo ancora mollare si pose al servizio di un contadino che lo mandò nei suoi campi a badare ai porci.
Stava morendo dalla fame e perfino le ghiande di cui si cibavano i maiali gli sembravano appetitose ma nessuno gliene dava perché non gli era permesso mangiarle.
In quel momento, preso dalla disperazione ripensò alla sua casa, a suo padre e soprattutto ai servi che pur avendo anche loro un lavoro umile ma non quanto il suo riuscivano ugualmente ad ottenere pane a volontà. E così decise di ritornare nuovamente nella casa del padre come peccatore nei confronti del cielo e contro di lui chiedendo di essere riammesso anche se non come figlio almeno come uno dei suoi servi.
Il padre preso dalla gioia e dalla tenerezza, a differenza di quanto si aspettava, lo accolse a braccia aperte ordinando ai suoi servi un bel vestito da mettergli addosso, un anello da mettere al dita e i calzari ai piedi. Inoltre ordinò anche di ammazzare il vitello più grosso per fare un banchetto e una gran festa in quanto era felicissimo di aver ritrovato il figlio perduto.

Spiegazione:
Il figlio ribelle non vi dice nulla? Una parabola simile l'aveva già raccontata Gesù ed era quella della pecorella smarrita.

Questa è una delle parabole più belle di Gesù e racconta anche che l'esistenza di Dio è amorale e paradossale. Probabilmente un genitore capirà più facilmente la sua morale rispetto ad un ragazzino in quanto i genitori hanno più attenzione verso il figlio scapestrato (disubbidiente) che ha bisogno di qualcuno a fianco per non fare errori, mentre il figlio ligio (ubbidiente) al massimo può covare rancore ma non ha speranza, non si spinge mai oltre, resta sempre li a seguire gli ordini dei suoi genitori. Il Prodigo invece è il Ribelle, si è messo in gioco, ha sperimentato la vita e ha perso tutto: per lui si apre una possibilità, lui può ritornare alla Casa con la C maiuscola ed essere celebrato. All'altro pecorone resta solo il rancore e l'invidia, e ciò che ha "coltivato": i beni materiali e la paura che sempre lo trattiene dall'osare. La vera casa (il Regno dei Cieli) è per i Leoni, non per i caproni.



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