Charles Baudelaire: Corrispondenze


Charles Baudelaire: Corrispondenze

da I fiori del male
La celebre lirica occupa il quarto posto della sezione introduttiva, Spleen e ideale, ed espone il cuore della poetica di Baudelaire: l'idea, cioè, che tra le cose sussistono misteriose corrispondenze e che il compito della poesia è quello di decifrarle e di rappresentarle, attraverso l'uso di immagini simboliche. Tali corrispondenze vivono tutte insieme nella Natura, proprio come in un tempio tutti gli elementi (architettura, pitture, riti, fedeli, preghiere, suoni, echi, profumi ecc.) appaiono immediatamente connessi tra loro in unità. Tocca al poeta svelare questa rete segreta di rapporti. Fonte di Baudelaire è lo scrittore svedese Emanuel Swedemborg (1688-1772), un pensatore mistico, secondo cui una forza misteriosa lega ciò che in natura è visibile a ciò che è invisibile, ciò che appartiene alla materia a ciò che invece riguarda l'ambito spirituale.

Temi: la misteriosa connessione tra gli elementi della natura, ogni elemento naturale come simbolo, portatore di oscuri messaggi.
Anno: 1857.

Analisi del testo
Il sonetto costituisce il testo inaugurale del Simbolismo: esso prospetta un modo nuovo di fare poesia, ma prima ancora un modo nuovo di conoscere il mondo.
Sono tre i temi principali illustrati dal sonetto.
- Il mondo è formato da una trama d'infiniti rapporti (i profumi, i colori e i suoni si rispondono); sono le corrispondenze a cui allude il titolo. Le cose possiedono una profonda, misteriosa unità: come dice altrove lo stesso poeta, le cose si sono sempre espresse mediante un'analogia reciproca dal giorno in cui Dio ha creato il mondo come una complessa e indivisibile totalità.
- Tutto il mistero, ma nulla ci è lontano: tutto ci parla, lanciandoci sguardi familiari. Ogni particolare potrebbe rivelarci la verità ultima del cosmo, una verità che, per quanto possa apparire difficile da comprendere, ci è vicina.
- Poiché il messaggio che le cose lanciano all'uomo è confuso (v. 2), esso ha bisogno di un interprete, il poeta, capace di coglierne i misteriosi significati e di tradurli nel linguaggio dell'arte. Infatti il poeta non si affida alla ragione o alla logica, ma alla sensibilità: egli ascolta la natura, sintonizzandosi sulla sua lunghezza d'onda. A tale scopo mobilità i cinque sensi, pronti a cogliere quelle sfumature a cui il pensiero logico non può giungere.

Le prime due quartine presentano il tema dell'universo naturale come foreste di simboli (v. 3): ogni elemento materiale e concreto è un segno, che allude a realtà nascoste e misteriose. I sensi colgono la molteplicità (i profumi, i colori e i suoni, v. 8) della Natura, ma essa è una sola, grande unità: le differenze sono solo apparenti. Una misteriosa unità associa persino (v. 7) le tenebre alla luce.

Nelle due terzine il poeta offre esempi di corrispondenze fra diverse sensazioni.
Nella prima la percezione olfattiva (Profumi) suscita impressioni tattili (la carne d'un bambino), uditive (il suono dell'oboe) e visive (vedi come i prati).
La seconda terzina suscita altre associazioni, che rimandano a un mondo lontano, esotico, sensuale e favoloso (raffigurato dall'ambra, dall'incenso e dal benzoino). Tale mondo evoca a propria volta uno stato d'estasi sia fisico che spirituale (i trasporti della mente e dei sensi).

Il simbolismo di Baudelaire si distanzia dalla lirica romantica anzitutto costruendo una lirica spersonalizzata, non autobiografica: lo scrittore rinuncia a esprimere il tradizionale io lirico, a effondere cioè i propri sentimenti, per costruire invece un discorso di valore universale, teso a comunicare verità assolute: verità che non cambiano per circostanze individuali o particolari.
Importante, in rapporto al tema centrale, l'uso della sinestesia, che consiste nel sovrapporre in una sola espressione due sfere sensoriali diverse. Per esempio un'espressione come profumi freschi (v. 9) unisce una sensazione olfattiva (profumo) a una tattile. Oppure, al v. 10, al sostantivo profumi viene ora accostato l'aggettivo verdi. Proprio nel v. 11 si trovano le associazioni più originali: i profumi sono definiti corrotti e trionfanti, aggettivi che solitamente sono usati per giudicare i comportamenti umani.


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