Riassunto: Il Settecento e l'illuminismo



Riassunto:

Il Settecento rappresenta nella storia del mondo Occidentale una svolta rivoluzionaria che ha cambiato radicalmente sistemi politici, economici e sociali.
Questo secolo è stato caratterizzato dal punto di vista economico dalla rivoluzione industriale, che ha determinato la nascita di una nuova classa sociale, la Borghesia imprenditoriale. Questa classe sociale cerca di ottenere nuovi privilegi nei confronti dei nobili e del clero. Dal punto di vista culturale questo secolo è stato caratterizzato dall’Illuminismo, un movimento di pensiero che si proponeva di esaltare soprattutto la ragione dell’uomo ed aveva come obbiettivo il cambiamento radicale della storia e dei sistemi politici e sociali che erano allora in vigore nella maggior parte dei Paesi dell?occidente.

Qual era il sistema politico allora in vigore nella maggior parte dei Paesi d’Europa?
Il sistema politico piu’ diffuso era la monarchia assoluta, un sistema in cui il re concentrava in sé tutti i poteri dello Stato, ossia il potere esecutivo, legislativo e il potere giudiziario. Non esistevano inoltre, leggi scritte, cioè mancavano le Costituzioni. L’Illuminismo cercò in tutti i modi di combattere questo sistema politico attraverso le voci dei suoi massimi rappresentanti, che in Francia sono stato Voltaire, Montesquieu e Rosseau. La corrente illuministica, infatti, nasce in Inghilterra dove avrà una ampia diffusione, ma darà i suoi effetti maggiori in Francia, perché in Inghilterra le riforme si fecero subito e si arrivò alla Costituzione, mentre in Francia dove c’era la Monarchia più antiquata che manteneva i privilegi del re e del clero e della nobiltà. (In Francia infatti) l’Illuminismo porterà alla rivoluzione nel 1789.

Montequieu in un testo importante “Lo spirito delle leggi” ribadisce per la prima volta nella storia dell’Occidente, la necessità della separazione dei poteri dello Stato. Questo testo è alla abse delle moderne Costituzioni democratiche europee tra cui quella italiana.
Rosseau va oltre, afferma che tutti i cittadini devono essere uguali dinanzi alla legge e che il potere non appartiene al re ma al popolo.
Affermava quindi il concetto di democrazia che lui non aveva inventato ma aveva ripreso dalla Costituzione ateniese del IV secolo a.C.
E Voltaire? In tutti i suoi testi afferma l’importanza di rivedere tutte le irrazionalità della storia e porta ad esempio l’Inghilterra che aveva attuato delle riforme liberali ed aveva Costituzione scritta.

Che cosa era indispensabile perché si potessero attuare tali principi illuministici?
Era indispensabile educare il popolo, alfabetizzare le masse, perché la quasi totalità del popolo era analfabeta.
E’ questo il periodo in cui si diffondono le enciclopedie e i giornali.


L’Opinione Pubblica
L’opinione pubblica è ciò che pensa la maggioranza della gente e si forma coinvolgendo tutti i mezzi di informazione come giornali, televisioni, radio, riviste ecc…
A partire dal ‘700 si realizzo in particolar modo in Inghilterra la crescita dell’opinione pubblica. Tra i famosi giornali inglesi vi erano The Spectator e il Times.
Il successo della vendita dei giornali fu favorito dal diffondersi dell’alfabetizzazione e dai luoghi di ritrovo come i caffè, dove i giornali venivano letti e discussi.

Molti sovrani europei aderirono alle idee illuministiche ed attuarono nei loro Stati delle riforme. Quali furono queste riforme ed in quali Stati furono attuate?
La riforma che fece Federico II di Prussia fu di abolire la tortura e ridurre la pena di morte; Caterina II di Russia confiscò molte proprietà della Chiesa; Maria Teresa d’Austria istituì il catasto che ancora oggi è ammirato dagli studiosi per la grande precisione, inoltre lei insieme al figlio Giuseppe II introdusse in Lombardia maggiore libertà religiosa, fondò numerose scuola statali e abolì la tortura e limitò la pena di morte.

Le idee illuministiche si spinsero anche oltre l’Oceano Atlantico e determinarono la nascita degli U.S.A nel 1776. In questa data infatti gli U.S.A si ribellarono alla madre patria inglese e capeggiati da George Washington diedero vita al primo Stato liberale democratico e repubblicano dell’Occidente. La Costituzione americana è stata la prima grande Costituzione democratica e contiene nei suoi articoli tra i diritti inviolabili dell’uomo anche il diritto alla felicità.
Il potere esecutivo fu affidato ad un Presidente eletto ogni quattro anni, il primo fu George Washington. Il potere legislativo venne assegnato a due camere: il Congresso ed il Senato.
Il potere giudiziario apparteneva alla corte suprema, costituita da giudici nominati dal Presidente. Le camere venivano elette dal popolo. Gli elettori furono i maschi maggiorenni con delle proprietà o con un certo livello di ricchezza mentre i neri e i pellerossa furono esclusi dal diritto di voto. Nonostante la discriminazione razziale, molti europei guardavano gli U.S.A come un modello da imitare.

L'inizio dell'età moderna
La civiltà moderna inizia con l'illuminismo in opposizione all'oscurantismo medievale. Questo movimento filosofico e scientifico nacque in Inghilterra ad opera del filosofo Locke ma si diffuse in Francia grazie a Voltaire e gli autori dell'Enciclopedia D'Alemberg e Diderot. L'illuminismo diffuse in Europa idee di libertà, giustizia e solidarietà tra i popoli. Nel settecento l'intensificarsi degli scambi commerciali e delle ricchezze, innalzò i livelli di vita e anche la cultura. Gli artefici di questo mutamento non erano i nobili bensì i borghesi. Facendo parte del popolo dovevano pagare le tasse e cominciarono a protestare.

La società pre-illuminata.
Nel '700 la classe privilegiata era quella dei nobili che detenevano il potere politico, poi c'era il popolo diviso tra proletariato che viveva stentatamente con un salario basso e la borghesia che era la classe media. Dobbiamo sapere che nella società mondana nasceva il culto, la raffinatezza e l'eleganza basando tutto sull'aspetto esteriore (gioielli, parrucche, carrozze) e si comportavano secondo un certo galateo. Così il metodo sperimentale fu indagato per studiare la scienza dello spirito. Da ciò si capisce che la teologia e la filosofia non dovevano essere discipline astratte ma l'uomo con l'aiuto della regione (che venne chiamata luce) dovevano unificare il senso di mistero e soprannaturale per darne una definizione ottimistica. Dunque venne messa in dubbio ogni forma di conoscenza che non si poteva verificare (come la religione). Si rifiutava il passato, perché costruito in modo sbagliato, per prendere il via al progresso e tutti gli uomini sono uguali, per natura e si devono considerare fratelli.

Le idee illuministiche
In Inghilterra i pensatori come Locke, Leibnz e Newton avevano dimostrato che l'uomo con la conoscenza e la scienza avrebbe saputo di più. In Francia Montesquieu, Voltaire e Rosseau gettavano le basi sociali, sull'uguaglianza, il diritto di libertà e il riconoscimento e la scelta di un governo. In Italia, Cesare Beccaria, interpretava il diritto e aboliva le torture e la pena di morte. Erano queste le idee rivoluzionarie sulle quali l'uomo, fonderò la società moderna, e per riuscirvi cominciò a protestare per reclamare i suoi diritti.

La storia
Alcuni sovrani europei fecero rapide riforme, per prevenire la situazione, evitando possibili proteste, ma non mutavano lo spirito di potere. Solo in Inghilterra avvenne questo cambiamento che limitò il potere del re e aumentò quello del Parlamento. Prima dell'affermazione di queste idee avvengono tre rivoluzioni (americana, francese, industriale).

La rivoluzione americana
Fu la rivolta delle colonie americane contro l'Inghilterra, che imponeva leggi e tasse. Le colonie americane ormai autosufficienti, chiesero un adeguato numero di rappresentanti al Parlamento a tutelare i propri interessi. L'Inghilterra non accettò e dopo una guerra nel 1776 si formarono gli Stati Uniti d'America.

Rivoluzione francese
Fu causata dal divario delle classi privilegiate (clero-nobili) e il terzo Stato (la borghesia) e anche dal deficit che si era formato con la cattiva amministrazione statale, che il terzo stato colmava. pagando le tasse. Il re Luigi XVI non fece riforme sostanziali, così il 14 luglio 1789 inizia la rivoluzione con la presa della Bastiglia, durò 5 anni. Alla fine in Francia fu abolita la monarchia, si affermarono i diritti dell'uomo e del cittadino e furono annullati i privilegi di classe.
Nascono i principi libertà, uguaglianza e fraternità su cui si basa una società giusta e democratica.

La rivoluzione industriale
Fu ben diversa da quelle precedenti si attuò tra il XVIII e il XIX secolo, nei maggiori paesi europei e americani in seguito all'introduzione delle macchine a sostegno del lavoro dell'uomo. Ebbe inizio in Inghilterra, ma si estese rapidamente in tutto il mondo occidentale, con l'aumentare delle industrie e con l'introduzione di nuove macchine. Infatti in quel periodo i braccianti lasciarono la campagna per rifugiarsi nelle città per trovare un lavoro più gratificante e meno faticoso nelle fabbriche. Nacque il capitalismo cioè la distinzione fra la classe sociale degli imprenditori e quella degli operai. Si trovarono subito in conflitto perché i primi volevano pagare di meno per arricchirsi di più, mentre questi ultimi volavano essere pagati di più per non morire di fame. La rivoluzione industriale è importantissima perché con essa si ha una svolta decisiva verso la modernità. Nella società non contò più il prestigio e la stirpe, ma il denaro che si poteva avere col lavoro e con l'ingegno. Così l'economia divenne una scienza importante nella vita della borghesia (Adam Smith economista inglese getta le teorie del Liberalismo economico, divisione del lavoro e scambio delle merci).


Cultura e letteratura
Nella seconda metà del secolo diminuì l'analfabetismo, innalzando i livelli di vita e culturali. La cultura e le arti si ispirano alla vita reale e concreta.
Il tema principale della letteratura fu il romanzo che evidenziava in maniera facile gli aspetti e i problemi della vita sociale. Alcuni importanti filosofi e romanzieri furono Voltaire, Montesquieu, Rousseau. Altro genere di grande successo fu il dramma teatrale che proponeva soggetti sempre nuovi, adeguati ai problemi della vita e alla mentalità dei borghesi, che proponeva appunto scene di vita degli uomini, vizi e virtù ritratti con benevole ironia. (In Italia c'è Carlo Goldoni). In Inghilterra si affermò il genere satirico con Jonathan Swiftnei "Viaggi di Gulliver" che condannava la stupidità dell'uomo e con Daniel Defoe nel romanzo Robinson Cruise che esaltava la capacità dell'uomo che si organizza una vita accettabile da solo in un'isola deserta. Su questo genere in Italia c'è il poeta Giuseppe Parini che voleva denunciare il modo in cui la società è presa dal denaro e dalle frivolezze quindi propagava idee di giustizia e liberale dignità. I più importanti illuministi europei furono Pierre da Beaumarchais /francese) mette in ridicolo i nobili ed esalta l'ingegnosità e l'intelligenza dei semplici.
Joseph Addinson, inglese, si fa interprete della vita borghese e imprenditoriale.
I fratelli Pietro e Alessandro Verri e Cesare Beccaria mettevano in evidenza il loro slancio liberale e progressista.

Jean Jacquet Rousseau deluso dalla realtà vagheggia in un mondo naturale, dove per vivere non serve la ragione ma l'istinto di bontà e innocenza.
Vittorio Alfieri esalta gli ideali dell'Illuminismo, ma li riveste di una nuova sensibilità, con la ricerca del reale come ideale di vita che sia capace di infrangere i limiti della morte. Siamo sulle soglie del Romanticismo in cui si ha bisogno di andare oltre alle soglie del reale per esplorare i labirinti del mistero e dell'ignoto.

Le arti
Nell'architettura si abbandonano le decorazioni predominanti nel periodo barocco, lasciando posto alla esigente di una società in mutamente. I più importanti artisti: Robert e James Adam, Jules Mansorti, Filippo Juvarra, Alessandro Galilei e Luigi Vanvitelli.

Nella pittura gli aspetti reali sono facilmente identificabili, soprattutto nell'espressività dei volti e negli spazi della luce. I pittori principali: Giuseppe Maria Crespi, Francesco Guardi, Pietro e Alessandro Longhi, Canaletto, Jean Monore Frangonard, Jean-Antoine Walteau, William Mogarth, Thomas Geinslooroughe e Francisco Goya.

Nel Settecento si sviluppa soprattutto la musica, infatti in questo periodo vissero i grandi geni. Erano tutti tedeschi Johann Sebastian Bach, Joseph Maydn, Wolfgang Amadeus Mozart e Georg Friedriech Haendal ognuno dei quali vi portò un grandissimo contributo. Intanto in Italia Domenico Cimarosa, Giovanni Paisello, Giovanbattista Pergolesi si imposero con l'opera comica, che si adattava alle esigenze di un pubblico borghese.

Scienza tecnica
La tecnica e la scienza furono le grandi artefici del mutamento culturale del Settecento, perché agevolarono le mutazioni delle idee illuministiche che cono alla base del rinnovamento economico della società. Il maggior sviluppo della tecnica si ebbe nel campo tessile con l'invenzione dei telai meccanici che sostituirono i lavori manuali. In campo metallurgico l'innovazione si ebbe con la scoperta dell'energia a vapore (Thomas Newcomen e James Watt). Altri importanti illuministi Lazzaro Spallanzani (biologo), Giambattista Morgagni (medico), Celsius (astronomo) inventa il termometro centigrado, Benjamin Franklin inventò il parafulmine, il fisico Alessandro Volta la pila e molti altri ancora.


1 commenti :

  1. Tutto bene, faccio i miei complimenti, tranne per la musica. Non corrisponde al vero dire che i geni erano tutti tedeschi. Quella è una visione germanocentrica che purtroppo sopravvive in alcuni manuali del secondo Novecento. Le stesse cose le scrivevano al tempo dei nazisti, che tendevano a celebrare gli autori tedeschi e a screditare gli altri delle altre nazioni. Meglio non seguire quella strada che la musicologia aggiornata ha ormai abbandonato. Ho letto un libro che più di altri mi sembra fare chiarezza, Mozart la caduta degli dei, nuova biografia mozartiana di due musicologi che si occupa anche dei geni in musica e fa un po' di giustizia, denunciando i miti creati dai nazionalismi, ad esempio quello di Mozart.

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