Purgatorio Canto 3 - Figure retoriche


Tutte le figure retoriche presenti nel terzo canto del Purgatorio (Canto III) della Divina Commedia di Dante Alighieri.

Qui di seguito trovate tutte le figure retoriche del terzo canto del Purgatorio. In questa canto Dante e Virgilio si trovano ancora sulla spiaggia del Purgatorio e si incamminano verso la montagna. Virgilio inizia un discorso sulla giustizia divina e invita gli uomini ad accettarne il mistero, inoltre racconta che i saggi che in passato erano desiderosi di svelarne il mistero, si trovano adesso a scontare la loro pena nel limbo. Qui incontrano le anime dei contumaci e tra i personaggi di spicco vi è Manfredi di Svevia. Per una migliore comprensione del testo vi consigliamo di leggere la parafrasi del Canto 3 del Purgatorio.



Le figure retoriche

O dignitosa coscienza e netta = apostrofe (v. 8). Cioè: "o nobile e pura coscienza".

Lo ‘ntento rallargò, sì come vaga = similitudine (v. 13). Cioè: "si allargò come desiderosa di vedere altro".

Viso = sineddoche (v. 14). Il tutto per la parte. il viso anziché lo sguardo.

Con paura / d’essere abbandonato = enjambement (vv. 19-20).

E ‘l mio conforto = perifrasi (v. 22). Per indicare Virgilio.

Non credi tu me teco = ellissi (v. 24). Cioè: "non credi tu che io sia con te".

È sepolto / lo corpo = enjambement (vv. 25-26).

Chinò la fronte = sineddoche (v. 44). La parte per il tutto, la fronte anziché il capo.

Piè del monte = metafora (v. 46). Cioè: "l'inizio della salita della montagna".

La più rotta ruina è una scala = antitesi (v. 50). Cioè: "la roccia più scoscesa e impervia a confronto di quella è una scala".

Viso = sineddoche (v. 55). Il tutto per la parte. il viso anziché lo sguardo.

Del cammin la mente = anastrofe (v. 56). Cioè: "nella mente (riflettevo) del cammino".

Io mirava suso intorno al sasso = metafora (v. 57). Cioè: "io guardavo in alto intorno alla parete rocciosa".

Una gente / d’anime = enjambement (vv. 58-59).

Duri massi / de l’alta ripa = enjambement (vv. 70-71).

Stetter fermi e stretti com’a guardar, chi va dubbiando, stassi = similitudine (vv. 71-72). Cioè: "e rimasero fermi lì, proprio come chi, mentre mentre cammina, si arresta dubbioso a guardare".

Come le pecorelle escon del chiuso a una, a due, a tre, e l’altre stanno timidette atterrando l’occhio e ‘l muso; e ciò che fa la prima, e l’altre fanno, addossandosi a lei, s’ella s’arresta, semplici e quete, e lo ‘mperché non sanno; sì vid’io muovere a venir la testa di quella mandra fortunata allotta = similitudine (vv. 79-86). Cioè: "Come le pecorelle escono dall'ovile, a una, a due, a tre per volta, e le altre stanno ferme, timorose e tengono il muso e l'occhio in basso; e ciò che fa la prima fanno anche le altre, andandole addosso se questa si ferma, semplici e mansuete, e non conoscono il motivo del loro comportamento; così io vidi muoversi verso di noi la testa di quella schiera di anime fortunate".

Di quella mandra fortunata allotta = metafora (v. 86). Cioè: "anime muoversi in maniera disordinata".

Pudica in faccia e ne l’andare onesta = chiasmo (v. 87). Cioè: "pudiche nell'aspetto e dignitose nei movimenti".

Vider rotta / la luce = enjambement (vv. 88-89).

Biondo era = anastrofe (v. 107).

Chiunque / tu se’ = enjambement (vv. 103-104).

Biondo era e bello e di gentile aspetto = enumerazione (v. 107).

Di gentile aspetto = metonimia (v. 107). Cioè: "di nobile aspetto", l'effetto (gentile) per la causa (nobile).

Disdetto d’averlo = enjambement (vv. 109-110).

Visto mai = anastrofe (v. 110). Cioè: "mai visto".

Di Costanza imperadrice = anastrofe (v. 113). Cioè: "dell'imperatrice Costanza".

Genitrice / de l’onor = enjambement (vv. 115-116).

A quei che volontier perdona = perifrasi (v. 120). Cioè: "colui che volentieri perdona, Dio".

Li peccati miei = anastrofe = (v. 121). Cioè: "i miei peccati".

A la caccia / di me = enjambement (vv. 124-125).

Sarieno ancora / in co del ponte = enjambement (vv. 127-128). Cioè: "sarebbero ancora all'estremità del ponte".

De la grave mora = latinismo (v. 129). Cioè: grave nel senso di pesante.

Mentre che la speranza ha fior del verde = metafora (v. 136). Cioè: "finché la speranza ha ancora un poco di verde, finché c'è un po' di speranza".

In contumacia more / di Santa Chiesa = enjambement (vv. 136-137).


Nessun commento :

Scrivi un commento

I commenti dovranno prima essere approvati da un amministratore. Verranno pubblicati solo quelli utili a tutti e attinenti al contenuto della pagina. Per commentare utilizzate un account Google/Gmail.