Commiato - Ungaretti: parafrasi, analisi e commento


Appunto di letteratura riguardante la poesia "Commiato" di Giuseppe Ungaretti: testo, parafrasi, analisi del testo, figure retoriche e commento.

La poesia "Commiato" è stata scritta dal poeta Giuseppe Ungaretti. Il titolo originario della lirica era, semplicemente, Poesia. Il destinatario è Ettore Serra, ufficiale dell'esercito e proprietario, a Udine, dello Stabilimento Tipografico Friulano; fu lui, sul finire del 1916, a stampare in poche decine di copie Il porto sepolto. Quella prima raccolta veniva conclusa appunto da questa poesia, il cui titolo fu perciò mutato da Poesia a Commiato.


Testo

Gentile
Ettore Serra
poesia
è il mondo l’umanità
la propria vita
fioriti dalla parola
la limpida meraviglia
di un delirante fermento

Quando trovo
in questo mio silenzio
una parola
scavata è nella mia vita
come un abisso



Parafrasi

Locvizza il 2 ottobre 1916
Caro Ettore Serra
la poesia è il mondo,
l'umanità e la propria vita
(tutti) nati dalla parola.
La poesia è la bellezza chiara
(che nasce attraverso o dopo) un folle movimento (interiore).

Quando io (Ungaretti) trovo,
in un silenzio mio,
una parola,
essa scava nella mia vita
qualcosa che assomiglia ad un abisso.



Analisi del testo

Metrica: due strofe di versi liberi.

Manca la punteggiatura; l'assenza di segni di interpunzione, in questo caso, rende particolarmente densa di significato la definizione di poesia con quell'accostamento de "il mondo l’umanità la propria vita" senza interruzioni. Solo dopo lo spazio bianco, che separa le due strofe, compare la lettera maiuscola. Gli ultimi cinque versi esprimono il senso del lavoro del poeta, quasi in forma di sentenza.

Il poeta si rivolge al proprio editore nell'atto di congedare il suo volumetto (da qui il titolo Commiato): il risultato è una dichiarazione di fede, ingenua ma appassionata, nella poesia. La dedica all'amico Ettore Serra, considerato da Ungaretti come una parte di sé, è significativa, perché, fin dall'esordio, il concetto di poesia appare strettamente connesso con l’amicizia, con la gentilezza, con la sfera degli affetti.

Nella prima strofa Ungaretti illustra le potenzialità della poesia su due versanti:
- da un lato, la parola sa esprimere e far fiorire (cioè far conoscere e, insieme, arricchire) ogni cosa;
- dall'altro lato, aggiunge l'autore, poesia è anche fermento, è cioè l'espressione palpitante della vita stessa, nella sua bruciante e inafferrabile intensità.

Nella seconda strofa l'autore mette in gioco se stesso: il suo essere poeta dipende dal cercare, nel proprio silenzio interiore, una parola, una soltanto, si noti, e quando la trova, essa è sufficiente a illuminare il mistero, l'abisso della nostra vita. ("scavata" ricorda il "penetrata" in Veglia)



Spiegazione per parola

  1. Ettore Serra: l'amico ufficiale, conosciuto al fronte, che patrocinò la pubblicazione, nel 1916, del Porto Sepolto.
  2. Fioriti dalla parola: la parola della poesia rende la realtà più dura e viva.
  3. In questo mio silenzio: le poesie di Ungaretti sembrano sgorgare davvero da un silenzio interiore.



Figure retoriche

Sinestesia = "limpida meraviglia" (v. 7).

Enjambements = vv. 1-2; 3-4; 4-5; 5-6; 6-7; 7-8; 9-10; 10-11; 11-12; 12-13.



Commento

Nella parola poetica, dice Ungaretti, si fondono ordine e caos, chiarezza e mistero (due dimensioni molto diverse ma riassunte nella sinestesia "limpida meraviglia" del v.7):
- da un lato con la poesia il poeta introduce lo sforzo di un ordine razionale (per gli antichi greci la "parola" era logos, "discorso ordinato");
- dall'altro, però, egli continua anche a testimoniare il calore e la complessità della vita, il suo delirante fermento.

In cosa consiste dunque il significato della "sua" poesia per il poeta?
Consiste in una miracolosa scoperta, in un’operazione di scavo. È una faticosa e sofferta esplorazione sotterranea nell’"abisso", l’abisso de "Il Porto Sepolto" (la prima lirica della raccolta, mentre "Commiato" è l’ultima) alla ricerca di una parola (l'unica che possa essere quella "giusta"). In questo abisso insondabile e misterioso, l’abisso di sé, il poeta sfiora per un attimo il mistero, è vicino ad una verità e…continua a cercare.


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