Ulisse - Saba: parafrasi, analisi e commento


Appunto di letteratura riguardante la poesia "Ulisse" di Umberto Saba: testo, parafrasi, analisi del testo, figure retoriche e commento.

La poesia "Ulisse" è stata scritta dal poeta Umberto Saba nel 1946 ed è la poesia che conclude la sezione Mediterraneo del Canzoniere. I temi trattati sono l'identificazione del poeta con l'eroe antico, il desiderio di nuove scoperte e avventure anche in età matura.


Testo

Nella mia givinezza ho navigato
lungo le coste dalmate. Isolotti
a fior d'onda emergevano,ove raro
un uccello sostava intento a prede,
coperti d'alghe,scivolosi, al sole
belli come smeraldi.Quando l'alta
marea e la notte li annullava, vele
sottovento sbandavano piu' al largo,
per fuggirne l'insidia. Il porto
accende ad altri i suoi lumi; me al largo
sospinge ancora il non domato spirito,
e della vita il doloroso amore.



Parafrasi

Quand'ero giovane ho navigato lungo le coste della Dalmazia.
Qualche volta si intravedevano nel mare isolotti ricoperti di alghe affioranti, scivolosi, che alla luce del sole sembravano smeraldi, raramente su di essi qualche uccello si posava in cerca di prede.
Quando il navigante non riusciva a vederli a causa dell'alta marea e della notte, le vele erano posizionate per tenerci a distanza da essi per evitare il rischio di naufragare sugli scogli.
Tutt'ora il mio regno è rimasto disabitato. Il porto riesce ad attirare molti naviganti ma non me che possiedo uno spirito indomabile e l'amore per la vita, che seppure dolorosa mi porta ancora più a largo.



Analisi del testo

Scema metrico: endecasillabi sciolti.
    Il poeta si identifica nel personaggio di Ulisse. L'eroe greco rispecchia lo stato d'animo attuale di Saba e la sua disposizione di spirito: l'autore è infatti nella tarda maturità (ha superato i sessant'anni), ma sente di non avere esaurito la propria parabola esistenziale; anzi, la vita può ancora offrirgli verità da scoprire, purché non si accontenti dell'approdo, ma si metta in viaggio per raggiungere altre mete (i temi riguardanti il porto e il viaggio sono ricorrenti nel Canzoniere).
    Secondo una versione del mito, Ulisse, giunto ormai vecchio in patria dopo molti viaggi e spostamenti, sentì l'impulso di rimettersi in viaggio, per soddisfare la sua insaziabile sete di conoscenza. Abbandonò perciò nuovamente l'isola natale e i propri familiari. Allo stesso modo, il poeta non desidera la quiete che può offrire una tranquilla vecchiaia; non si rassegna a una condizione senile di rinuncia e di passiva attesa della morte (Il porto / accende ad altri i suoi lumi). Come Ulisse, è animato da uno slancio giovanile (me al largo /sospinge ancora il non domato spirito) e si sente destinato a nuove esperienze, anche se ciò significherà dover affrontare nuove prove e inquietudini.

    L'analogia che vi è tra Saba e Ulisse si estende a molti degli elementi presenti nel testo. Per esempio, gli isolotti che emergono sul pelo dell'acqua, che paiono belli come smeraldi alla luce del sole, ma in realtà micidiali per le navi durante l'alta marea notturna, alludono all'isola delle sirene.
    Queste, nella mitologia classica, erano rappresentate con il corpo metà di donna e metà di volatile (sono forse adombrate nell'uccello intento a prede) ed erano causa di morte per i marinai incautamente attratti dal loro canto fascinoso ma fatale; perciò le vele devono fuggirne l'insidia.
    Saba introduce gli scogli come un emblema delle difficoltà dei pericoli della vita, da cui si sente affascinato, malgrado le insidie che nascondono (scivolosi).



    Spiegazione per parola

    1. Giovanezza: giovinezza.
    2. Dalmate: della Dalmazia, sul mar Adriatico.
    3. Intento a prede: in cerca di prede.
    4. Coperti... smeraldi: gli attribuiti si riferiscono agli Isolotti, qui descritti nella loro solitudine marina, al contempo affascinanti (belli come smeraldi: il color verde smeraldo è dato dalle alghe affioranti) e pericolosi (scivolosi).
    5. Li annullava: li nascondeva alla vista del navigante, coprendoli d'acqua.
    6. Sottovento: dalla parte opposta a quella da cui spira il vento.
    7. L'insidia: il rischio di naufragare sugli scogli.
    8. Oggi: anche oggi, nonostante sia trascorso tanto tempo.
    9. Quella terra di nessuno: il paesaggio disabitato descritto nei versi precedenti; il poeta, contrapponendovi il porto, cioè il luogo della sicurezza e della tranquillità, dichiara di averlo eletto a proprio regno.
    10. Il porto: simbolo della vita quieta.
    11. Doloroso amore: l'amore per la vita è doloroso, perché l'esistenza offre agli uomini affanni e dolori in quantità.



    Figure retoriche

    Enjambements = vv. 1-2; 2-3; 3-4; 5-6; 6-7; 7-8; 8-9; 9-10; 10-11; 11-12. Quasi tutta la poesia presenta gli enjambement, difatti si va molte volte a capo spezzando la frase come se vi fossero degli ostacoli (gli isolotti).

    Allegoria = il titolo "Ulisse" è l'autore.

    Allegoria = il "viaggio" è la vita.

    Allegoria = gli "isolotti" (v. 2) sono le insidie e difficoltà .

    Allegoria = le "vele" (v. 7) sono gli altri uomini più scaltri

    Allegoria = il "porto" (v. 10) è la tranquillità.

    Iperbato = "della vita il doloroso amore" (v. 13).

    Epifora = "largo" (v. 8-11), cioè il mare aperto e quindi il desiderio di conoscenza e di ricerca.

    Non vi sono rime ma consonanze.



    Commento

    Anche Ulisse parte per la sua grande avventura in giovinezza, desideroso di scoprire il mondo (fatti non foste a viver come bruti...) ed incurante di ciò che lascia a casa.
    L'insidia degli isolotti rimanda all'episodio di Scilla e Cariddi.
    Confrontandosi con Ulisse, l'eroe viaggiatore dell'antichità, Saba fa un bilancio della propria vita. Anche lui ha conosciuto delusioni e drammi; tuttavia non si è fatto prendere dalla disperazione, né dalla tentazione di un pigro riposo: ha scelto, pur con fatica, di continuare il viaggio fino ai confini del mondo, cioè, fino ad abbracciare la vita tutta intera e fino alle radici segrete del proprio io.
    Anche il poeta sente di avere un regno, come Ulisse che era Re di Itaca.
    Il poeta è "sospinto ANCORA al largo dal non domato spirito", così come Ulisse, uccisi i Proci, riparte verso terre lontane invece di godersi la vecchiaia insieme i suoi cari, anche il poeta conserva uno spirito di meraviglia e d'avventura pur essendo in un'età di maturità letteraria.


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