Malinconia o Melanconia: qual è la differenza?


Definizione dei termini "malinconia", "melanconia", malinconico" e "melanconico", per capire in cosa differiscono e per adoperarli nel modo corretto e al momento giusto.

C'è molta confusione fra i due vocaboli, "malinconia" e "melanconia", in quanto spesso vengono usati come sinonimi perché il secondo termine viene considerato la variante del primo. È vero che hanno lo stesso significato ed indicano entrambi uno stato d'animo caratterizzato da una vaga tristezza, spesso alimentata dall'inattività e passività rispetto al mondo circostante, ma si differenziano per il campo di utilizzo.


La differenza

La differenza, dettata dall'uso comune più che da una vera e propria regola, si riscontra nella scelta dei due termini:
  • malinconia viene usato per indicare lo stato d'animo malinconico, cioè avvolto dalla tristezza; 
  • melanconia, o la sua versione più arcaica melancolia, è generalmente usato per descrivere una patologia psichiatrica, cioè per indicare la condizione patologica nota come depressione.

La differenza tra stato d'animo o stato emotivo e patologia c'è ed è forte, tutti possono avere un periodo negativo in cui ci si sente depressi, distrutti, assenti, abbandonati a se stessi, ma col tempo la malinconia tende a diminuire fino a scomparire del tutto, perché si tratta di una situazione temporanea.
Non è invece come la depressione cronica o per meglio dire depressione melanconica, in questo caso si è sempre incapaci di trovare piacere anche negli eventi positivi.
Senza divagare troppo in ambito medico, la melanconia è causata dall'interazione di fattori biologici (che intervengono sulle funzioni del cervello), genetici (parenti con lo stesso problema) e psicosociali (situazioni stressanti, delusioni, lutto improvviso che possono aver creato un evento scatenante negativo). La depressione con caratteristiche melanconiche necessita quasi sempre di un trattamento farmacologico.



Curiosità

Entrambe le parole derivano dal greco mélas, che significa nero, e cholè, che significa bile. E cosa c'entra tutto questo con la tristezza, vi starete chiedendo. Dovete sapere che anticamente la medicina si basava sulla teoria umorale, formulata da Ippocrate, medico greco del I secolo a.C..
Gli umori in questione sono quattro e non sono altro che quelli che si riteneva fossero i fluidi prodotti dall'organismo: sangue (umore rosso), flegma (muco), bile gialla e bile nera. Si pensava che l'equilibrio dei quattro fluidi corporei determinasse la condizione di salute, mentre un loro squilibrio fosse la causa della malattia. Inoltre, che la predisposizione ad un eccesso di uno dei quattro umori determinasse la costituzione fisica e il temperamento: un individuo con eccesso di bile nera era caratterizzato da fisico esile, gracilità, pallore e tristezza. Le cose in medicina sono un po' cambiate e non si ritiene più che la malinconia sia data dalla bile nera ma il termine è rimasto in uso.


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