Commento: L'Infinito, Leopardi


di Giacomo Leopardi
Commento:

Questa lirica fu scritta nel 1819 e fa parte di una raccolta pubblicata fra il 1825 e il 1826 sotto il titolo Idilli. Idillio in greco è un piccolo quadro, una visione gentile di vita campestre, un omaggio alla natura. Nessuno dei canti leopardiani può meritare questo titolo più dell'Infinito che è l'intuizione poetica di un'anima tutta presa dalla magia del silenzio e della serenità che emana dal contatto con la natura e si abbandona a questa intuizione mistica con una specie di pauroso e dolce sbigottimento. Il poeta ama andare a sedersi su un colle riparato da una siepe, perché, nella quiete e nel silenzio, egli può spaziare con la fantasia nell'infinito. Di là dalla siepe immagina spazi senza confini e silenzi profondi e quiete assoluta, tanto da provarne sgomento. E allorché ode il vento stormire tra le fronde, egli, confrontando quel lieve fruscìo con "quello infinito silenzio", sente entrargli nell'anima un altro infinito, quello del tempo, dell'eternità, e il sentimento delle età passate e di quella presente, destinata anch'essa ad essere assorbita dall'eternità. Il poeta si abbandona felice a questo senso di immensità dimentico di se stesso e di ogni cosa.


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