Ungaretti: Dove la luce


di Giuseppe Ungaretti
Testo:

Come allodola ondosa
Nel vento lieto sui giovani prati,
Le braccia ti sanno leggera, vieni.
Ci scorderemo di quaggiù,
E del mare e del cielo,
E del mio sangue rapido alla guerra,
Di passi d'ombre memori
Entro rossori di mattine nuove.

Dove non muove foglia più la luce,
Sogni e crucci passati ad altre rive,
Dov'è posata sera,
Vieni ti porterò
Alle colline d'oro.

L'ora costante, liberi d'età,
Nel suo perduto nimbo
Sarà nostro lenzuolo

Commento
Si faccia caso all'ora indicata nel paesaggio: sembra una poesia d'amore terreno. Ma se siamo in un punto dove mai si muove la luce, dove la luce è perenne, dove l'ora è "costante" e dove siamo "liberi d'età", è certo che l'ambientazione di questo rapporto d'amore è, con una invenzione straordinaria del poeta, ultraterrena.
Si tratta di una poesia d'amore dopo tante liriche sulla guerra. Il poeta Ungaretti invita la sua donna, che gli è stata accanto nella gioia e nel dolore, a seguirlo in un mondo diverso, lontano dalla realtà che li circonda, in cui regnano la felicità e la pace, una dimensione meravigliosa , forse irraggiungibile.Il poeta vuole condurla sulle colline che splendono come fossero dorate nel tramonto, qui il tempo smetterà di correre e a loro non importerà più di avere un'età.


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