Odisseo e Telemaco: il rapporto padre/figlio.
     


Odisseo e Telemaco: il rapporto padre/figlio.


Appunto che descrive il rapporto tra Ulisse e Telemaco, uno dei più belli narrati della poesia epica.

Il riconoscimento di Ulisse e Telemaco. Dipinto di Henri-Lucien Doucet (1880). Parigi, École Nationale Supérieure des Beaux-Arts.

Nel primo libro dell’Odissea sono progettati due viaggi: quello di Telemaco, alla ricerca di notizie del padre, e quello di Odisseo, cui finalmente gli dei concedono di intraprendere il ritorno verso la sua patria.

Nonostante il viaggio di Telemaco sembri divergente rispetto al tema centrale, esso in realtà è parallelo a quello dì Odisseo: infatti Telemaco vuole ricostruire il passato del padre, le sue imprese a Troia, cerca tracce della sua esistenza, tenta di ricomporre un’immagine che gli è nota solo indirettamente. Nel corso della Telemachìa al giovane figlio di Odisseo viene tratteggiata via via un’immagine del padre come eroe, che egli ignora del tutto, e che per lui è indispensabile conoscere: nella società omerica, come è impossibile vivere per l’orfano di un guerriero, così è impossibile vivere ignorando il profilo umano e il ruolo del padre, cioè senza un modello di vita.

L’esigenza di conoscere la propria ascendenza e di ricongiungersi idealmente per acquisire la propria dimensione di figlio, è confermato dalle parole di Nestore, nel libro III: ricordando che Oreste vendicò il padre Agamennone, turpemente ucciso dall’amante della madre, egli sottolinea la continuità della stirpe, il legame intrinseco tra padre e figlio, e anche la continuità della gloria: “Anche tu, caro, infatti vedo che sei davvero bello e forte, / sii coraggioso, perché anche tra i posteri qualcuno ti lodi” (vv. 199- 200).

Ed è ancora lo stesso desiderio di Ettore (Iliade VI, vv. 479-480) nei confronti del figlioletto. Da un certo punto di vista, il fatto che Odisseo ritorni ha un valore soprattutto affettivo per Telemaco: i racconti dei guerrieri che hanno combattuto a Troia con il padre, infatti, gli consegnano un’immagine che per lui vale già in sé come modello di comportamento cui ispirarsi per assumere in modo maturo la propria responsabilità di principe e contrastare i Proci, salvando l’isola e il potere.

L'amore di Telemaco per il padre lo porta persino a rimproverare la madre. Egli infatti, quando Odisseo torna a casa, e la madre se ne sta in silenzio per assicurarsi, in seguito a prove, che fosse davvero lui, soffre, e spera nel ricongiungimento dei due.

Il valore di archetipo, di primo esemplare e modello ideale di padre ed eroe impersonato da Odisseo, si impone fin nella Telemachìa, dove, nonostante il protagonista diretto sia il figlio, la figura del padre assente-presente continua a dominare i quattro libri, come Achille nei primi libri dell’Iliade. È come se sapientemente il poeta creasse continue aspettative su di lui, prima di mostrarlo direttamente in azione.



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