Odisseo, la cicatrice, Euriclea e il riconoscimento
     


Odisseo, la cicatrice, Euriclea e il riconoscimento


Appunto di letteratura greca tratto dall'Odissea Libro XIX, incentrato sul riconoscimento di Odisseo nelle vesti di mendicante.

Clément-Louis-Marie-Anne Belle (Parigi, 1722-1806), Ulisse riconosciuto dalla sua nutrice, olio su tela, 56x44 cm. Bayonne, Museo Bonnat 51

Euriclea, presentata nel primo libro dell'Odissea come un personaggio di rilievo, simbolo della fedeltà alla casa e alla famiglia del padrone, rappresenta la memoria familiare: è stata nutrice di Odisseo e di Telemaco e ciò permette di individuare in lei il segno della conservazione della stirpe, oltre che una figura materna, che in un certo senso colma il vuoto lasciato dalla scomparsa di Anticlea (libro XI).
Essa è la prima persona che riconosce Odisseo, senza che egli si riveli: proprio perché conosce il passato della famiglia, è affidata a lei la ricostruzione di un frammento dell’adolescenza del personaggio che si cela sotto il mendico. D’altra parte, il racconto di Euriclea ricorda la prima esperienza virile di Odisseo, una sorta di prova iniziatica, al termine della quale egli ritorna a casa in una nuova veste, quella dell’adulto; inoltre questa prima caccia rappresenta l’inizio di un’attività cui Odisseo amava dedicarsi (in particolare l’affetto che lega l’eroe al cane Argo), un’attività specifica dell’aristocrazia antica e in cui si esprimevano, come in guerra e con pari nobiltà, la forza e il coraggio.
Le parole di Euriclea rievocano il momento, emozionante e importantissimo, dello scontro tra Odisseo e il cinghiale, riconfermano l’identità di Odisseo, che egli aveva rinnegato (= Nessuno) nello scontro con il Ciclope, e, nello stesso tempo, recuperano un momento della sua vita, l’infanzia e il passaggio dall’adolescenza alla giovinezza piena: l’incontro fugace con Argo ricordava a Odisseo il periodo della sua vita adulta e felice, nella sua terra. Più avanti, il particolare del talamo, costruito con le sue mani rappresenterà il ritorno agli affetti, con il riconoscimento da parte della moglie: alla fine, le tessere del mosaico si incastrano tutte e così si ricompone la storia della sua vita.



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