Riassunto: Tommaso Campanella, opere e pensiero filosofico


La vita in breve:
Nasce nel 1568 a Stilo, in Calabria. Entra in un convento domenicano ma respinge le dottrine aristoteliche. Nel 1588 scrive Philosophia sensibus demonstrata. Lasciato il convento a causa delle teorie professate viene sospettato di eresia, torturato, processato e infine liberato. Si sposta tra Napoli, Roma, Firenze e Padova e per difendersi dalle accuse scrive un De monarchia Christianorum e un De regimine ecclesiae. Per salvarsi dalla pena capitale Campanella si finge pazzo. Successivamente scrive La monarchia di Spagna. Muore nel 1639.

Potenza, Sapienza e Amore
Per Campanella la natura va conosciuta attraverso i suoi intrinseci principi regolatori. Per lui la natura è caratterizzata dall’universale animazione. L’affinità fra l’uomo e la natura, valorizza la magia, cioè la possibilità per l’uomo di intervenire con efficacia sui processi naturali. La natura appare come una divina Monotriade, cioè articolata in tre dimensioni costitutive o primalità: Potenza, Sapienza e Amore. La natura è distribuita gerarchicamente in più piani a seconda dei livelli di perfezione raggiungibili da ciascun essere: solo Dio può, sa e vuole tutto, mentre negli altri esseri le tre primalità sono limitate.
Egli inoltre sostiene il diritto dell’uomo a indagare razionalmente la natura.

L’autocoscienza
Il fondamento del conoscere è costituito dal senso. Sentire significa assumere e far proprie le qualità della realtà percepita. Per Campanella le astrazioni concettuali possono esser tutte ricondotte a particolari tipi di percezione. Conoscere è da un lato sentire patire e dall’altro è sentire se stessi, la mutazione recata in noi dalla cosa. A fondamento della conoscenza certa del reale vi è un'autocoscienza sensibile.

La città del Sole
Per reagire ad una situazione storica caratterizzata dal dominio spagnolo, Campanella ritiene necessaria una profonda renovatio di natura politico-religiosa. Dinnanzi alla miseria del presente egli sceglie la strada dell’utopia. Il suo modello di stato si inserisce nella prospettiva millenaristica.



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