Riassunto: Hegel - La fenomenologia dello spirito
     


Riassunto: Hegel - La fenomenologia dello spirito


Nella fenomenologia dello spirito Hegel cerca e comprende l'assoluto.
In tale scritto cerca di descrivere il percorso che l'assoluto ha compiuto per giungere ad una compiuta conoscenza di sé. Identifica i diversi momenti dello sviluppo della coscienza con determinati momenti storico-culturali nell'evoluzione dello spirito umano.
La prima parte della fenomenologia si divide in tre momenti: coscienza (tesi), autocoscienza (antitesi) e ragione (sintesi).


COSCIENZA
Il primo momento ideale è quello della coscienza.
È sensazione con la quale avvertiamo una molteplicità di oggetti particolari. A prima vista ci appare come la più vera ed autentica, ma appena ci volgiamo altrove non vediamo più questa cosa, ma un’altra.
È percezione con la quale si sottendono le proprietà o qualità.
È intelletto, il quale cerca l’universale al di là del particolare come qualcosa che costituisca il fondamento del particolare.


AUTOCOSCIENZA
Il secondo momento è quello dell’autocoscienza, poiché la coscienza coglie se stessa come soggetto di rappresentazioni.
L’autocoscienza si presenta come appetito sensibile, si manifesta come impulso, come desiderio di un oggetto di cui si vuole avvalere come strumento per soddisfare un bisogno.
L’autocoscienza è la coscienza di sé, è anche coscienza dell’altro.
Fra uomo e uomo c’è antagonismo, conflitto, lotta per la vita.


DIALETTICA SERVO-PADRONE
In tale lotta per la vita ogni soggetto prova paura della morte. Si configura come guerra in cui chi sta per morire sceglie la sottomissione diventando schiavo. Da quella lotta si esce con l’assoggettamento di un soggetto all’altro. È l’avvio della dialettica servo-padrone. Dal momento in cui si è costituito un legame di dipendenza dello schiavo nei confronti del padrone, il padrone esercita il suo potere usando il servo per soddisfare i suoi bisogni. Eppure tale rapporto di dipendenza gradualmente si inverte: il padrone dipende dal servo per soddisfare i suoi bisogni, e il servo, attraverso il lavoro, afferma la propria indipendenza sulla natura trasformandola. Così il lavoro appare come un fattore di umanizzazione.


LA COSCIENZA INFELICE
I passaggi del processo di emancipazione spirituale sono tre.
Nella figura dello stoicismo, il saggio diventa libero perché disprezza la natura e si eleva sopra di essa, sentendosi libero.
Nella figura dello scetticismo in cui si dubita radicalmente di tutto, ci si esce affidandosi al divino, che è solo in apparenza una liberazione, perché è portatore allo stesso tempo di infelicità. L’individuo avverte un distacco abissale fra se e Dio. Diviene coscienza infelice in quanto coscienza lacerata e scissa.


RAGIONE E MODERNITÀ
L’autocoscienza si trasforma in ragione. Dapprima come ragione osservativa in cui il mondo appare come in un terreno. La ragione lo esplora, lo osserva, ma divenendo essa stessa una cosa fra altre cose cerca di riscattarsi facendo leva sull’individualità, cioè sull’essere. Una volontà che cerca di affermarsi sulle cose. Così diviene ragione attiva che si dispiega in tre figure.
Si manifesta:
  • come faustismo, cioè come ricerca sfrenata del piacere ma trova un ostacolo nei limiti della propria natura e vive il fallimento;
  • come legge del cuore, come sentimento romantico e dell’armonia della natura con il mondo; dell’uomo segue una inesorabile legge di necessità;
  • come legge kantiana del dovere, dove cerca di imporsi al mondo attraverso le proprie esigenze.


SPIRITO E L’ETHOS
Per Hegel la ragione diventa spirito. Va realizzata nell’ethos del popolo di cui un individuo fa parte.
Hegel identifica la religione il momento di piena affermazione di tale auto-consapevolezza dello spirito. Egli vede nella filosofia il modo più adeguato in cui l’assoluto conosce se stesso e giunge a compimento il processo che lo ha visto svolgersi come spirito, lungo l’intera storia dell’umanità.



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