Tema svolto: Il Razzismo


Razzisti non si nasce, si diventa: c’è dunque una buona e cattiva educazione. Tutto dipende da chi ti educa sia nella scuola che in casa. Secondo la tua esperienza personale, come vivi il rapporto con i tuoi simili? Rifletti ed esprimi le tue idee.



Tema svolto:
Il razzismo è purtroppo un comportamento molto esteso tanto da sembrare banale. Si manifesta con la paura e il disprezzo per quelle persone che sono fisicamente, culturalmente e talvolta religiosamente diverse da noi. Le idee razziste nascono in quelle persone che per qualche motivo si credono superiori ad altre etnie di persone. Il fenomeno di razzismo più diffuso è sicuramente quello verso le persone di colore e contro gli ebrei, ma, trovando come pretesto i recenti attentati sta crescendo notevolmente anche il razzismo contro le persone islamiche, che però non sono direttamente responsabili di quella strage. Essendo questo un sentimento che nasce dalla paura istintiva nei riguardi di chi è differente da noi, il rischio è quello di lasciarsi coinvolgere, anche se con il ragionamento possiamo capire che non ce n’è il motivo. Sicuramente un bambino non nasce razzista, e quindi dipende dalla famiglia e dalla scuola educarlo in modo tale per cui non si sviluppino in lui idee che crescendo si possano trasformare in razziste.
Io frequento una scuola cattolica e quindi ho ricevuto un educazione che sicuramente non farà di me un razzista. Fin dalle elementari ho imparato la tolleranza verso le persone diverse nello studio, nel colore della pelle, ho avuto anche compagni stranieri e di religione diversa, che non frequentavano l’ora di religione, ma non per questo ho mai pensato di trattarli in modo diverso da tutti gli altri miei compagni.
Nella mia famiglia il razzismo è considerata una cosa assurda e priva di ogni giustificazione: quando ascoltiamo il telegiornale e sentiamo parlare di guerre causate dalle diverse religioni ci chiediamo tutti come queste cose, nel ventesimo secolo siano ancora possibili, visto che oltretutto di solito avvengono soprattutto fra le tre religioni monoteiste che hanno tutte come base l’amore verso Dio e verso il prossimo. A volte si vedono anche episodi razzisti della polizia americana verso le persone di colore: e pensare che l’America si ritiene il paese più libero del mondo dove ognuno può professare la sua religione e la sua identità, invece, ho letto che il Ku Klux Klan, una associazione segreta razzista, ancora oggi perseguita le persone di colore perché ritenute indegne di avere gli stessi diritti dei bianchi.
Tutti questi esempi di violenza razzista mi lasciano ogni volta interdetto. Io continuo a non capire il perché di queste azioni verso persone ritenute diverse e inferiori quando non solo la religione ma anche il buon senso dovrebbero far capire che in quanto uomini siamo tutti uguali.
Non credo di poter diventare mai razzista perché per me è una cosa fuori da qualsiasi logica odiare un individuo che non mi ha mai fatto nulla di male, solo perché è di un altro colore e di un’altra religione. Anche nella mia scuola ho un compagno di diverso colore ma io non l’ho mai considerato diversamente da un compagno di giochi e un amico. Anche i miei genitori lavorano a continuamente a contatto con persone di colore e religione diverse ma in loro non sono mai nati pensieri razzisti, anzi, le loro preoccupazioni sono quelle di non offendere i loro sentimenti facendoli sentire diversi e di agire in modo imparziale.



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