Riassunto: Lo stivale ingioiellato, Calvino


Lo stivale ingioiellato è una fiaba scritta da Italo Calvino, appartenente alla raccolta "Fiabe italiane", il cui titolo completo è "Fiabe italiane raccolte dalla tradizione popolare durante gli ultimi cento anni e trascritte in lingua dai vari dialetti".
Fa parte della tradizione popolare italiana, in questo caso della Sicilia, ma come avverte lo stesso Calvino nella prefazione della raccolta, le fiabe non hanno patria perché si tratta di vicende che possono essere raccontate in ogni parte del mondo.





Riassunto:

Don Giuseppe è un uomo rimasto orfano in giovane età, che vive assieme alla sorella a cui è molto legato. Essendo una persona istruita riesce a trovare lavoro alla Corte del re di Portogallo, scrive così bene che il re decide di prenderlo come segretario. Anche il re di Spagna che si è visto arrivare lettere così ben scritte se ne è subito innamorato e, potendo contare sull'amicizia del re di Portogallo, decide di portarselo con sé. Don Giuseppe deve a malincuore partire e, per non sentire la mancanza della sorella decide di portarsi un suo ritratto. Il re di Spagna è orgoglioso di avere un segretario così bravo e tutto per sé, e tutti questi elogi finiscono per far ingelosire gli uomini di corte.
Uno di questi, il Bracciere, confida al re di aver visto Don Giuseppe baciare e piangere un ritratto. Quando il re va da Don Giuseppe per avere spiegazioni, questi si difende dicendo che è sua sorella, mentre il Bracciere lo fa innervosire dicendogli che lui quella donna la conosce molto bene perché ci ha dormito assieme. Inizia così una furiosa lite tra Don Giuseppe e il Bracciere a cui il re pone fine imponendo un tempo massimo al Bracciere per trovare una prova affinché dimostri la sua conoscenza: se sarà vero taglierà la testa a Don Giuseppe, altrimenti sarà il Bracciere a dover morire.
Il Bracciere comincia a far domande sulla ragazza e viene a sapere solo che è bellissima e che non esce mai di casa. Rassegnato al suo destino riceve aiuto da una vecchietta che con l'inganno riesce a procurargli tre piccoli peli d'oro dalla spalla della sorella di Don Giuseppe, ovvero la prova che stava cercando. Il re allora punisce Don Giuseppe con un mese di prigione e poi con la condanna a morte. Questi scrive una lettera alla sorella raccontandole come sono andati i fatti. Dispiaciuta per il terribile equivoco in cui è andato a finire cerca e trova un modo per salvarlo: vende tutte le proprietà terriere, si fa costruire un bel stivale d'oro ricoperto di gioielli e vestita da lutto parte per la Spagna. Quando raggiunge il luogo dell'esecuzione, la donna, inizia a gridare che il Bracciere, dopo aver dormito con lei, le ha rubato l'altro prezioso stivale. Il Bracciere cade scioccamente nel suo stesso gioco e per discolparsi nega di essere stato l'autore di tale furto perché non l'ha mai vista prima d'ora. A quel punto la donna rivela di essere la sorella di Don Giuseppe e che affermando di non averla vista prima non avrebbe potuto averci dormito assieme, pertanto il suo caro fratello è stato accusato ingiustamente. A poco servono le suppliche di perdono da parte del Bracciere, infatti il re, una volta capite la situazione, fa liberare Don Giuseppe e, al suo posto fa tagliare la testa al Bracciere. Poi affascinato da una ragazza così bella e intelligente, la prende in sposa.


Analisi del testo

La struttura del testo è tipica della fiaba, infatti l'equilibrio iniziale, dove Don Giuseppe e la sorella vivono in modo tranquillo e armonioso, viene stravolto da un evento imprevisto, che è la partenza di Don Giuseppe per la Spagna. I due protagonisti riescono a superare le difficoltà e l'inganno dell'antagonista, che ne esce sconfitto da questa storia... mentre loro vengono "premiati" e per questo c'è il lieto fine.

Ha uno stile semplice, che conserva tracce della tradizione orale da cui proviene il testo (per esempio le espressioni sorellina mia, le cose stanno così e così… la sua faccia non l’ha mai vista neanche un grillo…).

Lo spazio è presentato in modo generico: i nomi dei luoghi sono reali ma servono solo a farne capire la distanza, lo spostamento.

Il tema dominante è quello della "donna", ritenuta onesta e perbene solo se si adegua alla condizione di non uscire di casa. Anche una menzogna, come quella detta dal Bracciere, basta per rovinarle la reputazione. Ma la donna di questa fiaba è una tipa tosta, non solo riesce a salvare il fratello, ma si sposa pure il Re...


Personaggi


Protagonisti: Don Giuseppe e la sorella, ovvero la vittima e l'eroina.

Antagonista: il Bracciere (era colui che porgeva il braccio alla dama durante il passeggio).

Altri personaggi: il Re (neutrale) e la vecchietta (aiutante dell'antagonista).



Commento

Di solito le donne sono raffigurate nelle fiabe come personaggi deboli e indifesi, che trovandosi in pericolo, dovranno essere salvate da un uomo forte e coraggioso. Stavolta i ruoli sono invertiti: Don Giuseppe è quello che deve essere salvato e la sorella, l'eroina. Chi la fa l'aspetti...



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