Fresca rosa novella - Guido Cavalcanti


Testo:

Fresca rosa novella,
piacente primavera,
per prata e per rivera
gaiamente cantando,
vostro fin presio mando – a la verdura.

Lo vostro presio fino
in gio’ si rinovelli
da grandi e da zitelli
per ciascuno camino;
e cantin[n]e gli auselli
ciascuno in suo latino
da sera e da matino
su li verdi arbuscelli.
Tutto lo mondo canti,
po’ che lo tempo vène,
sì come si convene,
vostr’altezza presiata:
ché siete angelicata – crïatura.

Angelica sembranza
in voi, donna, riposa:
Dio, quanto aventurosa
fue la mia disïanza!
Vostra cera gioiosa,
poi che passa e avanza
natura e costumanza,
ben è mirabil cosa.
Fra lor le donne dea
vi chiaman, come sète;
tanto adorna parete,
ch’eo non saccio contare;
e chi poria pensare – oltra natura?

Oltra natura umana
vostra fina piasenza
fece Dio, per essenza
che voi foste sovrana:
per che vostra parvenza
ver’ me non sia luntana;
or non mi sia villana
la dolce provedenza!
E se vi pare oltraggio
ch’ ad amarvi sia dato,
non sia da voi blasmato:
ché solo Amor mi sforza,
contra cui non val forza – né misura.


Parafrasi

Fresca rosa sbocciata, piacente Primavera [soprannome di Giovanna, una delle donne del Cavalcanti], per prati e per ruscelli, cantando gaiamente, diffondo alla natura verdeggiante le vostre belle qualità. Le vostre belle qualità vengano gioiosamente cantate da adulti e da fanciulli per ogni luogo; e, ciascuno nel suo linguaggio, le cantino gli uccelli, dalla sera al mattino sui verdi arboscelli. Tutto il mondo canti, poiché sta per venire la primavera, il vostro sommo pregio, così come conviene, poiché siete creatura angelica. In voi, o donna, v'è un'impronta angelica; Dio, quanto fu fortunato il mio desiderio di voi!
Il vostro viso gioioso è cosa ben meravigliosa, poiché sorpassa la natura ed è oltre l'usato. Le donne, fra loro vi dicono una dea, quale realmente siete: sembrate tanto bella che io non lo so dire; e chi potrebbe comprendere una cosa che è oltre la natura?
Dio costituì le vostre nobili qualità di una sostanza al di là della natura umana, affinché voi foste fatta sovrana: per questo il vostro sembiante non sia sdegnoso verso di me; e non mi sia contraria la vostra dolce prudenza. E se vi sembra un'offesa che io vi ami, non disprezzatemi, perché è Amore che mi spinge a ciò, Amore contro il quale non vale opporsi.


Commento

Cavalcanti amò Giovanna, che in questa poesia chiama "Primavera". L'avvio segue la tradizione cortese: la «rosa fresca» è in Cielo d'Alcamo e la «rosa novella» in Giacomino Pugliese, due poeti che sentono anche l'afflusso della corrente popolare. Il poeta affida al paesaggio di verdi prati e rive le sue lodi alla donna affinché tutti cantino, con gioia, una bellezza così fine, angelica. I simboli non sono nuovi, ma aderiscono a una sensibilità originale che non li trascrive per imitazione.



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