Mappa concettuale: Giovanni Pascoli - Memoria e natura



In Pascoli la poesia ha due volti perché fa emergere la voce del fanciullino nell'uomo ormai adulto. Quello della memoria che può essere regressione all'infanzia come ricordi che ritornano dal profondo e portano dolore (L'assiuolo) e come ritorno al profondo con ricordi di un'infanzia non toccata ancora (La mia sera). Può essere fissità di un ricordo che accompagna il poeta e lo fa meditare sul dolore umano a cui non trova una spiegazione (10 agosto). Conoscere significa riconoscere nel presente i segni del passato.

Quello dell'inquietudine perché l'adulto che torna all'infanzia porta con se le sue inquietudini adulte. Che in poesia comprende rimozione, attraverso il fanciullino Pascoli e la fanciullina Maria lontana dal fiore proibito che sono lontani dalla misteriosa sessualità e, la manifestazione attraverso il significato simbolico dei due fiori (il gelsomino notturno simbolo della sessualità maschile e la digitale purpurea simbolo della sessualità maschile).

I due volti della natura sono lo spazio sereno di meravigia aurorale e il ricordo di temporali, simbolo di inquietudine incombiente, perciò il nido e la regressione sono l'unica fuga (Il lampo, temporale) e, la visione inquietante del mondo reale tradotto in poesia con le immagini di temporali e della natura serena che nasconde la morte, fine ultimo di tutte le cose (Novembre).




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