S'io veggio in Lucca bella mio ritorno - Pietro De' Faitinelli


Testo:

S'io veggio in Lucca bella mio ritorno,
che fi' quando la pera fie ben mezza,
in nullo cuore uman tant'allegrezza
già mai non fu, quant'io avrò quel giorno.
Le mura andrò leccando d'ogn'intorno
e gli uomini, piangendo d'allegrezza;
odio, rancore, guerra ed ogni empiezza
porrò giù contra quei, che mi cacciorno.
E qui me' voglio 'l bretto castagnaccio,
'nanzi ch'altrove pan di gran calvello;
'nanzi ch'altrove piume, qui il graticcio.
Ch'i' ho provato sì amaro morsello,
e provo e proverò, stando esiticcio,
che 'l bianco e 'l ghibellin vo' per fratello.


Parafrasi

Se mi accadrà di poter fare ritorno alla mia bella Lucca, il che avverrà quando la pera, più che matura, sarà fradicia, nessun cuore umano avrà mai provato la felicità che toccherà a me quel giorno. Andrò leccando tutto intorno le mura e gli uomini, piangendo di felicità; dimenticherò l'odio, l'ira e il rancore e ogni pensiero malvagio nei confronti di chi mi ha cacciato. Preferisco mangiare qui, nella mia patria, il duro pane fatto di farina di castagne piuttosto che altrove pane di grano fine; piuttosto preferisco dormire qui su un letto di vimini che altro su un morbido giaciglio. Perché io ho assaggiato questo amaro boccone, e ne mangio, e continuerò a mangiarne, da esiliato, tanto che son disposto a riconoscere per fratelli [pur di ritornare] i miei più acerrimi avversari, i Bianchi e i Ghibellini.


Commento

Pietro, guelfo di parte nera, dovette lasciare Lucca e andarsene in esilio nel 1314 quando Ugoccione della Faggiola s'impadronì della città; venne richiamato in patria diciassette anni dopo, durante la signoria di Giovanni di Boemia. In questo sonetto pensa al giorno in cui rivedrà la sua bella Lucca: la commozione traspare dal linguaggio realistico e quotidiano, insieme al proposito di abbandonare ogni spirito fazioso, ma il gusto del paradosso non abbandona il poeta quando scrive che andrà «leccando» le mura tutt'intorno. Ha ingoiato tanti bocconi amari durante l'esilio che ora vuole essere fratello dei suoi avversari, Guelfi bianchi e Ghibellini. Il piglio è franco e risoluto, anche stilisticamente.



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