Io averò quell'ora un sol di bene - Cecco Angiolieri


Ancora un momento di pena, ma vivace: avrò un po' di bene - scrive - quanto a Roma nevicherà in agosto. Cecco lascia che l'ironia colpisca anche i suoi guai; non ha nessuna tendenza a trasformare in mito, in immagine idillica il suo tormentato amore. Anzi si confessa proprio con l'aria di chi, per gusto e polemica, vuole immaginare la vita nell'arte senza idealizzarne il profilo: così si strugge come il sale  nell'acqua che bolle.


Testo:

Io averò quell’ora un sol dì bene,
ch’a Roma metterà neve d’agosto:
ma di dolor e d’angosce e di pene
son più fornito, ca ottobre del mosto.
E solamente questo mal mi vene,
per ch’io non posso aver un buon risposto
da quella che ’l mie cor più tristo tene,
che non fa quel, che ne l’inferno è posto.
A torto e a peccato mi vol male;
e così torni nostra guerra in pace
como di lei servir molto mi cale.
Così mi strugge stando contumace,
come ne l’acqua bollita fa ’l sale:
ch’io non n’ho peggio ancor, più li dispiace.


Parafrasi

Io avrò per me un raggio di sole, un poco di bene, quando a Roma nevicherà nel bel mezzo dell'estate: io sono ricco di dolore, di angosce, di pene, più che non sia ottobre ricco di mosto. E questo dolore mi viene tutto e soltanto dal fatto che io non mi posso attendere una risposta favorevole da colei che rende il mio cuore più oppresso di quanto non l'abbia chi si trova all'inferno. Essa ha torto nel volermi male, e cade anche in peccato; e la  nostra guerra possa mutarsi in pace, poiché mi importa molto di essere suo servo. Standosene lontana e sdegnosa alle mie preghiere mi fa sciogliere di languore, come sale nell'acqua che bolle; e anzi, le dispiace che io non soffra ancora di più.



Nessun commento :

Scrivi un commento

I commenti dovranno prima essere approvati da un amministratore. Verranno pubblicati solo quelli utili a tutti e attinenti al contenuto della pagina. Per commentare utilizzate un account Google/Gmail, altrimenti la modalità "anonimo".