Il secolo agricolo olandese


1) Spiega l'espressione << il secolo agricolo olandese >>.
Il secolo agricolo olandese era il secolo compreso tra il 1590 e il 1670 in cui gli olandesi erano i coltivatori più avanzati del mondo nella produzione di tinte oltre ad essere grandi produttori di lino, canapa, luppolino o all'orticoltura e la coltivazione di alberi da frutto.
Tutto ciò era possibile grazie ad una grande importazione di grano, evitando così di coltivarlo mirando ai prodotti elencati. Queste insieme ad una valorizzazione della coltivazione portò ad una crescente urbanizzazione e industrializzazione. Nel resto dell'Europa le tecniche di coltivazione invece rimasero invariate.

2) Quali vantaggi portava all'industria cantieristica olandese l'uso di metodi standardizzati?
L'industria cantiere olandese utilizzando metodi standardizzati era altamente meccanizzata e usando segherie a vento, alimentatori per seghe, carrucole e grandi gru, aumento la produttività. Per costruire le navi era necessario legno in quantità richiedendo quindi molti acri di terreno boscoso da cui ricavarne, e grazie alla loro efficienza nella produzione tessile riuscivano a racimolare grandi quantità di legname. La conseguenza fu l'efficienza della costruzione navale con la quale gli olandesi poterono dominare il mondo commerciale.

3) In quale percentuale gli olandesi vivevano nei centri urbani? A tuo giudizio, si trattava di una percentuale superiore o inferiore a quella dei francesi?
Gli olandesi che vivevano nei centri urbani erano 3/4 dei cittadini, che a loro volta erano solo il 60% di tutti gli abitanti delle Province Unite, quindi il 45% degli abitanti abitavano nelle città. La popolazione di Amsterdam quadruplicò, da 50mila abitanti a 200mila in soli 50 anni. La Francia però era sempre una regione più popolata dei Paesi Bassi, molto più anche della Russia e della Gran Bretagna).



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