Madonna mia, quel dì ch'Amor consente - Guinizzelli


di Guido Guinizzelli
Testo:

Madonna mia, quel di ch’Amor consente
ch’i’ cangi core, volere o maniera,
o ch’altra donna mi sia più piacente,
tornerà l’acqua in su d’ogni riviera,

il cieco vederà, ’l muto parlente
ed ogni cosa grave fia leggera:
sì forte punto d’amore e possente
fu ’l giorno ch’io vi vidi a la ’mprimiera.

E questo posso dire in veritate:
ch’Amore e stella fermaron volere
ch’io fosse vostro, ed hanlo giudicato;

e se da stella è dato, non crediate
ch’altra cosa mi possa mai piacere,
se Dio non rompe in ciel ciò c’ha firmato.



Parafrasi

Madonna mia, quel giorno che Amore consentirà che io muti il mio cuore, il mio volere o i miei modi, o [consentirà] che un'altra donna mi piaccia più di voi, l'acqua risalirà il corso di ogni fiume; il cieco vedrà parlare il muto, e ogni cosa pesante diventerà leggera; tanto fu grande e potente quell'attimo d'amore in quel giorno che io vi vidi la prima volta.
E in verità io questo posso dire, che Amore e l'influsso di una stella [secondo le credenze medioevali l'influenza stellare era determinante nella formazione della personalità e dei sentimenti umani] hanno voluto che io fossi vostro, e così hanno sentenziato; e se questo viene dall'influsso degli astri, non crediate che mi possa mai piacere altro, se Dio non muta in cielo i decreti che ha già disposto di aiutare.


Analisi del testo

In questa poesia è molto forte il paragone indissolubile (per Guinizzelli e gli stilnovisti posteriori) tra la donna e l'angelo, quindi il divino, specialmente nelle terzine, mentre nelle quartine vi è una descrizione dell'amore (che viene personificato) incontrastato del poeta bolognese verso l'amata che rendono bene questa inscindibilità e al contempo alla fine della seconda quartina c'è anche un senso di sofferenza che provoca l'amore...


Commento

Un gusto paradossale accompagna questo sonetto: il giorno in cui io amerò un'altra donna - dice il poeta - la corrente del fiume risalirà il suo corso, il cieco vedrà, il muto parlerà; insomma Dio avrà cambiato l'ordine dell'Universo.
La composizione è interessante per il suo rapporto con la poesia classica: tradizionali erano infatti i «giuramenti amorosi» di questo tipo nelle liriche ellenistiche e poi latine. Ma la convinzione dell'influenza stellare sui sentimenti umani è tipica del Medioevo.



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