5° Capitolo Il Fu Mattia Pascal - Riassunto


La strega (vedova Pescatore) non si sapeva dar pace che Mattia e sua figlia Romilda presto avrebbero avuto un figlio... e non sopportava che dopo essersi introdotto in casa sua gli aveva rovinato anche la figlia e non gli perdonava neanche il fatto di aver messo incinta anche Oliva, compagna di suo fratello Batta Malagna.... ed era inviperita perché sapeva della gelosia che avrebbe avuto Romilda di quel figlio che sarebbe nato a Oliva, tra gli agi e in letizia; mentre il suo nell'angustia, nell'incertezza del domani e fra tutta quella guerra casalinga. questa gelosia le cresceva anche nel vedere tutte le visite di cortesia e tutti i complimenti che riceveva Oliva. Allora comincia a lasciarsi andare, diventando sempre più brutta e fu peggio, quando per salvare il podere della Stìa, col molino, dovettero vendere le case, e la povera mamma di Mattia fu costretta a entrar nell'inferno di casa sua. Inoltre quella vendita non giovò a nulla, perché il Malagna, fece l'ultima: si mise d'accordo con gli strozzini, e comprò lui, senza figurare, le case per pochi bajocchi. I debiti che gravavano su la Stìa restarono per la maggior parte scoperti e il podere insieme col molino fu messo dai creditori sotto amministrazione giudiziaria. E i Pascal furono liquidati.
Che fare ormai? Mattia si mise, ma quasi senza speranza, in cerca di un'occupazione per provvedere ai bisogni più urgenti della famiglia, ma era inetto a tutto; e la fama che s'era fatto con le sue imprese giovanili e con la sua scioperataggine non invogliava certo nessuno a dargli da lavorare. Le scene poi, a cui giornalmente gli toccava d'assistere e di prender parte, in casa sua, gli toglievano quella calma che gli serviva a ragionare su ciò che avrebbe potuto o saputo fare. inoltre gli veniva un vero e proprio ribrezzo il veder sua madre, lì in contatto con la vedova Pescatore; lei se ne stava tutta ristretta in sé, con le mani in grembo, gli occhi bassi, seduta in un cantuccio, sorrideva ogni tanto a Romilda, pietosamente ma non osava più di accostarsele; perché, una volta, pochi giorni dopo la sua entrata in casa nostra, essendo accorsa a prestarle aiuto, era stata sgarbatamente allontanata da quella strega della madre.
Purtroppo la mamma non poté neanche andare a vivere dal fratello Berto perché la sua condizione di fronte alla famiglia della moglie e alla moglie stessa era penosissima, dopo il loro rovescio: egli viveva ormai su la dote della moglie, e non avrebbe dunque potuto imporre a questa anche il peso della suocera. Intanto le angustie crescevano; e io non trovavo da porvi riparo. Furon venduti gli ori della mamma, la vedova Pescatore, temendo che io e mia madre fra poco dovessimo anche vivere sulla sua rendita dotale, diventava di giorno in giorno più cupa e di più fosche maniere. quella bufera di femmina lanciava certe occhiatacce, come lampi di tempesta, Mattia usciva per cercar di calmare la situazione ma rincasava temendo che l'ira funesta della Malagna si abbattesse sulla madre. Un giorno però uscì e scoppiò la tempesta a causa della visita delle due vecchie serve alla mamma, ora pare che con queste due buone donne, già fidate compagne di tanti anni, la mamma si fosse pian piano ripresa dal suo misero stato, però Margherita che viveva sola e che si era subito accorta dell'amarissimo stato della donna le avanzò se voleva andar via con lei a casa sua: ma qui scoppiò l'ira della vedova Pescatore che Mattia rincasando, trovò con le pugna protese contro Margherita, allora l'afferrò per un braccio e la spinse lontano. Due giorni dopo questo episodio, mandata - suppongo - da Margherita, venne in gran furia, al solito, zia Scolastica, per portarsi via con sé la mamma di Mattia.
Grazie all'aiuto insperato dell'ex amico Pomino Mattia comincia a lavorare nella biblioteca comunale ridotta ormai a una miseria. I giorni passano, sua moglie nel frattempo partorisce 2 gemelline ma qui comincia una catena di eventi catastrofici che cambieranno il corso della sua vita. una figlia gli muore dopo pochi giorni dalla nascita, mente l'altra gli morì quando aveva già quasi un anno. In quello stesso istante morì dentro anche sua madre che non si curò più di se gli domandava di lei, della nipotina, struggendosi di non poterla più rivedere e baciare per l'ultima volta. E durò nove giorni, questo strazio! perchè dopo nove giorni e nove notti senza chiuder occhio neanche per un minuto, sua mamma lo lasciò definitivamente.
Tre giorni dopo il fratello Roberto, gli mandò cinquecento lire, perché voleva che Mattia provvedesse a una degna sepoltura della mamma. Ma ci aveva già pensato zia Scolastica
e quelle cinquecento lire rimasero un pezzo tra le pagine di un libraccio della biblioteca.
Poi servirono a lui; e furono un aiuto per la sua prima morte.



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