10 Comandamenti spiegati ai bambini


I 10 Comandamenti che nel loro insieme vengono chiamati decalogo sono la legge morale che Dio nel Vecchio Testamento (storia sacra prima di Cristo) diede a Mosè sul Monte Sinai e Gesù Cristo perfezionò nel Nuovo. Essi impongono i più stretti doveri di natura verso Dio, noi stessi e il prossimo, come gli altri doveri che ne derivano, per esempio quelli del proprio stato.
Noi siamo obbligati ad osservare i Comandamenti di Dio, perché sono imposti da Lui, nostro Padrone supremo, e dettati dalla natura e dalla sana ragione. Chi deliberatamente trasgredisce un solo Comandamento di Dio in materia grave, pecca gravemente contro Dio, e perciò merita l'inferno.

1° Comandamento
Il primo Comandamento: “Io sono il Signore Dio tuo: non avrai altro Dio fuori di me” ci ordina di essere religiosi; cioè di credere in Dio e di amarlo, adorarlo e servirlo come l'unico vero Dio, Creatore e Signore. Questo comandamento ci proibisce l'empietà, la superstizione, la irreligiosità, inoltre l'apostasia, l'eresia, il dubbio volontario e l'ignoranza colpevole della verità della fede.

2° Comandamento
Il secondo Comandamento: “Non nominare il nome di Dio invano” ci proibisce di disonorare il nome di Dio: perciò di nominarlo senza rispetto, di bestemmiare Dio, la Santissima Vergine, i Santi e le cose sante, di far giuramenti falsi, non necessari o in qualunque modo illeciti. Questo comandamento ci ordina di avere sempre irriverenza per il nome santo di Dio e di adempiere sempre i voti e le promesse giurate.

3° Comandamento
Il terzo Comandamento: “Ricordati di santificare le feste” ci ordina di onorare Dio nei giorni di festa, con atti di culto esterno, dei quali per i Cristiani l'essenziale è la Santa Messa. Questo comandamento ci proibisce nei giorni di festa le opere servili. Si dicono servili i lavori manuali propri degli artigiani e degli operai. Conviene occupare i giorni di festa al bene dell'anima, frequentando la predica e il catechismo, compiendo qualche opera buona, e anche riposando il corpo lontani da ogni vizio e dissipazione.

4° Comandamento
Il quarto Comandamento: “Onora il padre e la madre” ci ordina di amare, rispettare e obbedire i genitori e chiunque ha potestà sopra di noi, cioè i nostri superiori in autorità. Questo comandamento ci proibisce di offendere i genitori e i superiori in autorità e di disubbidirli.

5° Comandamento
Il quinto Comandamento: “Non uccidere” ci proibisce l'omicidio, il suicidio, il duello, i ferimenti, le percosse, le ingiurie, le imprecazioni e lo scandalo. Questo comandamento ci ordina di voler bene a tutti, anche ai nemici, e di riparare il male corporale e spirituale fatto al prossimo.

6° Comandamento
Il sesto Comandamento: “Non commettere atti impuri” ci proibisce ogni impurità, perciò le azioni, le parole, gli sguardi, i libri, le immagini, gli spettacoli immorali. Questo comandamento ci ordina di essere “santi nel corpo” portando il massimo rispetto alla propria e all'altrui persona, come opere di Dio e templi dove Egli abita con la presenza e con la grazia.

7° Comandamento
Il settimo Comandamento: “Non rubare” ci proibisce di danneggiare il prossimo nella roba; perciò proibisce i furti, i guasti, le usure, le frodi nei contratti e nei servizi e il prestar mano a questi danni. Questo comandamento ci ordina di restituire la roba degli altri, di riparare i danni colpevolmente arrecati e di pagare i debiti e la giusta merce degli operai.

8° Comandamento
L'ottavo Comandamento: “Non dire falsa testimonianza” ci proibisce ogni falsità e il danno ingiusto all'altrui fama; perciò oltre alla falsa testimonianza ci proibisce la calunnia, la bugia, la detrazione o mormorazione, la adulazione, il giudizio e il sospetto temerario. Questo comandamento ci ordina di dire a tempo e luogo la verità e d'interpretare possibilmente in bene le azioni del prossimo. Chi ha danneggiato il prossimo nel buon nome accusandolo falsamente o sparlandone, deve riparare, per quanto può, il danno arrecato.

9° e 10° Comandamento
Il nono e il decimo Comandamento: “Non desiderare la donna d'altri e Non desiderare la roba d'altri” ci proibiscono i pensieri e i desideri cattivi. Il nono Comandamento ci ordina la perfetta purezza dell'anima. Il decimo Comandamento ci proibisce l'avidità sfrenata delle ricchezze, senza riguardo ai diritti e al bene del prossimo.
Il decimo Comandamento ci ordina di essere giusti e moderati nel desiderio di migliorare la propria condizione, e di soffrire con pazienza le strettezze e le altre miserie



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