Uomo del mio tempo di Salvatore Quasimodo


La poesia fa parte della seconda fase della produzione poetica di Quasimodo, cioè di quella posteriore al 1945, nella quale il poeta abbandona i moduli ermetici per passare ad un tipo di lirica più legato alla realtà e impegnato nelle tematiche sociali, la pace, la critica alla guerra, i diritti umani.

Schema metrico:

Da un punto di vista metrico il testo è composto da versi liberi, tutti comunque di lunghezza maggiore dell’endecasillabo. Non ci sono rime, ma compaiono diverse assonanze: fionda … morte … forche; sterminio … uccisero; tenca … giornata … sangue.

Parafrasi:

Tu sei ancora quello dell’età della pietra, o uomo contemporaneo. Eri dentro l’aereo simile a un mostro dalle ali malvagie, con i suoi strumenti di precisione. Ti ho visto dentro ai carri armai, agli strumenti di tortura. Ti ho visto: eri proprio tu, con la tua scienza esatta finalizzata allo sterminio del prossimo, senza amore e senza Cristo.Hai ucciso di nuovo, come sempre, come uccisero i tuoi antenati,come uccisero gli animali quando ti videro per la prima volta. Questo sangue versato è come quello della Genesi, quando venne commesso il delitto di Caino verso l’innocente Abele. L’invito di Caino: <<Andiamo ai campi>> sembra risuonare ancora oggi, dentro il tuo pensiero. O uomini, dimenticate le vendette e le violenze, dimenticate i vostri padri: le loro tombe non servono a nulla, non sono modelli di ispirazione, un cattivo auspicio macchia il ricordo delle loro esistenze.

Figure retoriche:

v. 1 << Sei ancora quello della pietra e della fionda>> è un’allusione all’uomo primitivo
v. 2 <<Uomo del mio tempo …>> con le altre espressioni alla seconda persona singolare è un’apostrofe
vv.3,4 << ali maligne, … meridiane di morte … / carro di fuoco>> sono metafore
vv. 7,8 << ucciso ancora, / come sempre, come uccisero i padri, come uccisero…>> contiene la ripetizione del termine uccidere per rafforzare ed enfatizzare il concetto già espresso precedentemente
v. 10 << questo sangue odora>> è una metafora
v. 11 << quando il fratello disse all'altro fratello>> è un’allusione
v. 12 << quell'eco fredda, tenace>> è una sinestesia
v. 14 << nuvole di sangue>> è una metafora
vv. 14,15 <<Dimenticate … / dimenticate>> è un’esortazione
v. 16 << le loro tombe affondano nella cenere>> è un’espressione metaforica
v. 17 << coprono il loro cuore>> è una metafora

Commento:

La poesia di Quasimodo rappresenta un ritratto dell’uomo contemporaneo, con la sua mania di potere e di grandezza e con la sua perversa volontà di sopraffazione nei confronti del prossimo, considerato un nemico da sterminare. Ovviamente il riferimento più immediato è quello della II guerra mondiale, che è evocata dalla <<carlinga>> degli aerei (v.2), dalle <<meridiane di morte>> (v. 3), dai carri armati (v.4) e dalla << scienza esatta persuasa allo sterminio>> (v.6).Tuttavia l’uomo di cui parla Quasimodo può essere l’uomo di ogni epoca e non solo di quella a noi più vicina. Infatti altre immagini richiamano il Medioevo, con le <<ruote di tortura>> (v.5), oppure addirittura la preistoria con gli animali che uccidono (v.9).
Il tutto viene fatto risalire al primo omicidio dell’Umanità, quello di Caino nei confronti del fratello Abele, che viene rievocato nei vv. 11-12: << quando il fratello disse all'altro fratello:“Andiamo ai campi”.>>. In sostanza il poeta vede l’uomo di ogni tempo pervaso dall’odio e dalla crudeltà e lontanissimo dal messaggio d’amore portato da Cristo.
Non manca una nota polemica nei confronti della Tradizione. I <<padri>> che molti scrittori hanno esaltato come esempi da imitare (pensiamo a Foscolo) sono presentati come assassini, che hanno ucciso, e le cui tombe non hanno nulla da offrire come insegnamento. Anzi, il poeta ci esorta a <<Dimenticare>> questi padri.
Il breve componimento è quindi un’esortazione alla pace, alla tolleranza, all’amore verso il prossimo, sentimenti che devono nascere non tanto dai ricordi della Storia dei nostri antenati, quanto dalla volontà dell’uomo contemporaneo di chiudere con il passato di odio, per costruire un nuovo futuro.  



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