Commento: L'Infinito di Giacomo Leopardi


Leopardi quando scrisse questo breve idillio si trovava nei pressi del Monte Tabor a Recanati, dove era solito andare e rimirare il cielo e l’infinito, ma un bosco, una siepe, gli impediva di avere una visione totale dell’orizzonte nascondendone una parte, lasciando così spazio all’immaginazione e al pensare a cosa ci fosse al di là della siepe. Passa da un’intuizione dell’infinito spaziale all’infinità del tempo sentendo il rumore delle foglie degli alberi, momento ora presente, quello passato eterno e quello che verrà. È il momento di rapimento massimo del poeta che lo porta a naufragare in un mare dolce di immaginazione, di riflessioni che lo distolgono dalla realtà quotidiana.

In realtà Leopardi ci narra, appunto, una sorta di rapimento mistico, di viaggio, un viaggio che parte da un posto preciso (l’ermo colle) e arriva in un altro luogo non meglio definito attraverso una serie di aggettivi dimostrativi accostati ai nomi:
  • “questo/queste” aggettivo dimostrativo che indica la vicinanza con il poeta
  • quella/a indicano invece qualcosa di lontano.

Il colle e la siepe sono vicini al poeta, poi egli comincia a riflettere e si trova dinanzi a qualcosa di reale o di irreale? “Quella” è la selva, dunque reale, ma quel reale è diventato lontano. È un viaggio che avviene con la fantasia. Poi va avanti e dice “come il vento che scuote queste piante” io quell’infinito silenzio (irreale e lontano) vado a comparare con la voce delle piante a lui vicine.

Negli ultimi versi torna per 2 volte l’aggettivo “questo” che indica vicinanza: “questa immensità” e “questo mare” ma i due sostantivi sono chiaramente riferiti a qualcosa di non reale (il mare è metaforico) e quindi è l’irreale che ora è vicino: è il rapimento massimo del poeta perché quell’irreale è lì con lui. La poesia è un viaggio mentale, rapido, veloce e questa velocità in letteratura si può rendere attraverso l’uso della congiunzione “e” che rende il ritmo incalzante (figura retorica: polisindeto). Qui troviamo ben 11 congiunzioni per indicare il viaggio velocissimo che il poeta intraprende con il pensiero.

Per approfondire leggi anche: Giacomo Leopardi L'infinito



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