Analisi del testo: Chiare, fresche et dolci acque, Petrarca


È una canzone formata da diverse strofe chiamate “stanze” in cui l’ultima è l’invocazione alla canzone stessa. Lo schema delle rime si ripete in ogni strofa.
È una canzone tratta dal “Canzoniere” di Francesco Petrarca dedicata a Laura e al loro primo incontro.

1° strofa: la frase principale è quella delle due ultime righe. Tutto il resto è una descrizione del paesaggio al quale Petrarca dedica le sue parole. Il poeta si rivolge alle chiare fresche e dolci acque del fiume Sorga dove vide bagnarsi quella meravigliosa donna che gli sembra l’unica che possa fregiarsi del titolo di “donna”; al ramo dove lei si appoggiò; alle erbe e ai fiori che furono coperte dall’angelica gonna; all’atmosfera sacra e serena lì dove Amore ha aperto il cuore di Petrarca. Voi tutti insieme ascoltate le mie ultime parole.

2° strofa (funerea): se il mio destino è quello che amore chiuda questi occhi lacrimanti (che io muoia per le pene d’amore) e il cielo già si sta operando per questo, mi auguro di essere seppellito in quel posto e possa così l’anima tornare al paradiso senza il corpo che resta sepolto qui. La morte sarebbe molto meno crudele se ci fosse questa speranza nel momento del dubbioso passo (della morte) perché il mio spirito stanco non potrebbe mai lasciare la carne immiserita in un posto più sereno e una fossa più tranquilla di questa.

3° strofa (il top dell’eleganza stilistica, della perfezione linguistica): verrà forse un giorno in cui in quel posto (che ho descritto) torni la bella e mansueta fiera (ossimoro), cioè Laura e là proprio in quel punto dove per la prima volta ci vedemmo, si guardi intorno desiderosa e lieta di cercarmi; e pietà! E vedendo che io sono seppellito lì, Amore la farà sospirare in un modo così dolce da farle chiedere grazia per me, asciugandosi gli occhi col suo bel velo.

4° strofa (è finita la strofa funebre): si ricorda che dai rami scendeva una pioggia di fiori (metafora) ed ella - Laura - si sedeva umile e modesta in questa gloria di fiori e coperta da quella pioggia di fiori, qualcuno cadeva per terra, qualcun altro sulle trecce che sembravano di oro, qualche petalo si posava in terra qualcuno in acqua e qualcuno errando per l’aria cadendo al suolo sembrava che parlasse e dicesse “questo è il regno dell’Amore”. 5° strofa: quante volte quasi preso da paura vedendo e ricordandomi la scena di Laura in quel posto io dissi: di sicuro questa donna è nata in paradiso. Il portamento divino di Laura, il suo volto e le sue parole e il suo dolce sorriso mi avevano fatto perdere i contatti con la realtà che dissi sospirando: ma io come sono arrivato qui? Pensavo già di essere in paradiso e non là dov’ero. Da quel giorno fino ad oggi, questo posto, questo angolo di paradiso mi piace così tanto che in nessun altro posto riesco a trovare la pace.

INVOCAZIONE ALLA CANZONE: se tu, canzone, fossi bella quanto è la voglia di essere tale
potresti tranquillamente andare in giro fra la gente e farti conoscere da tutti.


Per approfondire leggete anche: Analisi Chiare fresche et dolci acque



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