Montesquieu e la separazione dei poteri


Individua nelle affermazioni di Montesquieu sulla distribuzione dei poteri alcuni principi e valori caratteristici della mentalità illuministica e spiega per quale motivo essi rappresentano un cambiamento radicale rispetto alla cultura precedente.

Svolgimento:
Charles-Louis de Montesquieu in questo capitolo tratta la questione della separazione dei poteri prendendo come modello la Costituzione inglese, vista come esempio di libertà politica a cui bisognerebbe ispirarsi, in opposizione agli Stati dispotici in cui tutti e tre i tipi di poteri (legislativo, esecutivo, giudiziario) sono concentrati nelle mani di un solo sovrano, come accadeva per esempio in Francia dove aristocrazia feudale e clero inoltre erano ancora detentori degli antichi privilegi impedendo l’imporsi della nuova classe emergente dell’Europa del Settecento promotrice del pensiero illuministico: la borghesia, ostacolando di fatto l’effettivo progresso economico, politico e sociale dello Stato.
Questo non accadeva in Inghilterra in cui vigeva una grande libertà che ha permesso alla cultura illuminista di progredire e di portare a un reale progresso.
Montesquieu nel affrontare tale argomento e nel dimostrare la sua tesi parte dall’osservazione della realtà, ciò è riconducibile al sensismo illuminista del tempo secondo il quale la conoscenza deriva solamente dall’esperienza sensibile e non da assiomi teorici astratti. E’ proprio questo un cambiamento radicale rispetto alla cultura del passato che gli illuministi criticano proprio perché respingono ogni pretesa di legittimità fondata sulla tradizione, sull’autorità e sulla fede.
Montesquieu inoltre afferma che un governo debba essere organizzato “in modo da impedire che un cittadino possa temere un altro cittadino” ciò a mio avviso riflette un altro atteggiamento tipico illuminista ovvero quello del filantropismo. Gli uomini non devono temersi tra loro bensì devono amarsi ed essere disponibili ad aiutarsi l’un l’altro in quanto tutti sono egualmente portatori di ragione.



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