Saggio Breve – Stampa, Umanesimo e Riforma


Un’idea abbastanza diffusa nell'analisi delle origini della stampa prende in considerazione lo sviluppo dell’umanesimo. Infatti, secondo questa tesi, la necessità di un aumento della capacità di produzione dei libri, necessaria per la diffusione di testi dei grandi maestri dell’Antichità a cui si aggiungevano i testi prodotti dagli spiriti innovatori di quel secolo, portò alla nascita della stampa.
In realtà, per verificare se l’Umanesimo ha svolto un ruolo importante nella nascita della stampa occorre analizzare i contenuti e gli autori delle prime edizioni, dei primi libri stampati. Da quest’analisi possiamo notare che gli umanisti vengono a poco a poco conquistati dal nuovo mezzo, ma piuttosto lentamente. I testi umanistici infatti, più che aver concorso alla sua nascita, hanno approfittato piuttosto lentamente della stampa.
È inoltre da sottolineare il fatto che non tutti gli uomini colti del tempo avessero approvato fin dall’inizio l’introduzione della stampa, anche se in seguito finirono per lodarne l’invenzione. Questo fatto è da comprendere tenendo presente anche del fatto che gli umanisti italiani hanno detestato sin dagli inizi la scrittura gotica, che è poi quella utilizzata dalla nascente stampa. Si può quindi ben capire che questo gruppo di esteti non vedesse con simpatia, almeno inizialmente, la stampa.
Di notevole importanza fu l’uso della stampa nella riforma di Lutero. Sebbene fosse stata la crociata antiturca il “primo movimento religioso” a fare uso della stampa, il protestantesimo fu certamente il primo a sfruttarne a fondo il potenziale come mezzo di comunicazione di massa.
Grazie alla stampa infatti, Lutero, fu in grado di diffondere in larga misura le proprie idee religiose e di esercitare un’impressione chiara, standardizzata e inestirpabile sulla mente dell’Europa. Basti pensare che fra il 1517 e il 1520, le trenta pubblicazioni di Lutero vendettero probabilmente ben più di 300000 copie.
In aggiunta alla stampa delle opere di Lutero si rivelarono di notevole importanza l’attività degli stampatori, traduttori e distributori, che furono gli agenti che determinarono la diffusione delle opere di Lutero, scritte in latino e quindi difficilmente capibili dalla gente comune, anche alla massa popolare.



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