Tema sulla Globalizzazione

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Può essere definita come il processo per cui i fenomeni economici, tecnologici culturali e di consumo assumono una dimensione mondiale superando i confini nazionali.
Sotto l'aspetto economico consiste nella liberalizzazione dei mercati con l'abolizione della dogana e con il libero movimento di merci e servizi.
In altre parole la produzione, la distribuzione e la commercializzazione di una bottiglia di acqua non è più limitata al paese dove la sede, ha fabbrica di H2o, una si estende al mondo intero che diventa un unico grande mercato.
La globalizzazione non è nata ora, ma è un fenomeno che si è sviluppato favorito dalla rivoluzione industriale (fine '700) ed ha subito un forte impulso intono al 1950. Alla fine della II guerra mondiale la capacità di produrre e aumentata molto più della richiesta del mercato ed è diventato necessario trovare nuove aree di distribuzione e di vendetta.
Un ulteriore accelerazione di questo fenomeno si è verificato negli ultimi anni con la velocizzazione dei mezzi di trasporto, di informazione e internet.

Fattori e motivi della globalizzazione - Limiti e vantaggi della globalizzazione

I vantaggi per coloro che vogliono la globalizzazione sono che essa ha sviluppato i mercati interni dei Paesi industriali, ha fatto crescere le loro economie, ha favorito la concorrenza, lo sviluppo di nuove tecnologie.
I teorici della globalizzazione sono i seguaci del liberismo cioè di un'economia basata sulla libera concorrenza e che limita l'intervento dello Stato all'erogazione di pochi e determinati servizi. A favore della globalizzazione, sono schierati i Paesi più ricchi e industrializzati e le istituzioni da loro fondate come la Banca mondiale e l'IMI ( fondo monetario internazionale) e le multinazionali. Esso sono delle grandi società industriali dislocate in molti Paesi del mondo dove hanno una forza economica unica superiore a quella dei Paesi dove hanno impiantato le aziende in modo da poter influenzare la politica e le decisioni di quei governi.
Esse operano nel petrolio, industria alimentare (Nestlé) elettronica e produzione di armi.
Sentinella della globalizzazione è il G8, il gruppo degli 8 paesi più industrializzati del mondo i quali si sono riuniti periodicamente per analizzare i problemi dell'economia mondiale.
( Nel 2009 i suoi compiti sono passati al G20, vedi alla fine)

Svantaggi

I contrari alla globalizzazione sono un movimento che organizza manifestazioni e proteste. La prima è avvenuta a Seattle nel 1999 ove è nato il movimento no-global che si definisce un movimento pacifista, ecologista, diretto a promuovere la rinascita della società civile, il consumo critico e lo sviluppo ambientale sostenibile.
Il movimento no-global si è esteso ad associazioni cattoliche, ambientaliste, sindacali e centri sociali.
Esso organizza manifestazioni, boicotta prodotti commerciali e nella contro informazione.
Infatti organizzano delle manifestazioni.
Ricordare il G8 di Genova. Il processo di globalizzazione è visto come una strategia dei Paesi industriali e delle multinazionali per favorire i loro interessi. Hanno la convenienza a dislocare la propria attività nei PVS dove è basso il costo del lavoro, le leggi sull'inquinamento sono scarse e i lavoratori non sono tutelati riguardo agli orari, al lavoro minorile, agli infortuni. Le multinazionali, dicono i no-global, non portano benefici nei luoghi dove impiantano un'azienda perché i profitti tornano nei Paesi industrializzati. Inoltre la globalizzazione è a senso unico, cioè ad esempio la ricchezza non è globalizzata, né la tecnologia, né la crescita economica.

Obiettivi e richieste dei no-global

Uno degli obiettivi del movimento e la cancellazione del debito pubblico contratto negli anni dai PVS; che le ditte farmaceutiche distribuiscono gratuitamente i farmaci ai PVS per tenere sotto controllo il virus dell'AIDS e, se è vero che il processo di globalizzazione non si può fermare, è necessario che la comunità internazionale crei leggi e regole purché non danneggi i Paesi poveri e tuteli le condizioni di lavoro e l'ambiente.
I no global richiedono istituzioni non governative che controllino le multinazionali. Qualche risposta positiva si è avuta perché nel 2005 il G8 ha deciso di annullare parte del debito contratto da alcuni Paesi africani.

2008 - crisi economica
La crisi ha coinvolto tutti i Paesi- E' conosciuta come la crisi dei mutui subprime, è nata negli USA. Le banche, purché l'economia non subisse rallentamenti hanno concesso mutui a tutti e quanto i sottoscrittori hanno smesso di pagare le rate, la banca che aveva raccolto tutti i mutui non pagati, e li aveva trasformati in obbligazioni ha dichiarato il fallimento.
Non è intervenuta la banca centrale americana e tutto ciò ha creato il panico nelle borse mondiali. Una seconda causa della crisi è dovuta all'aumento del prezzo del petrolio e dei beni di consumo (alimenti) perché è cresciuta la domanda nei paesi asiatici che prima compravano solo il necessario ma ora con l'aumento dei redditi, importavano di più.
Conseguenza della crisi economica è la disoccupazione e la povertà che comincia a colpire il ceto medio (impiegati, commercianti..)
Causa di tutto ciò è la globalizzazione dal G8 al G20
Per cercare soluzioni alla grave crisi economica che stiamo attraversando si sono riuniti spesso i membri del G8 e del G20 e nel 2009 a Pittsburgh è stato stipulato il patto di Pittsburgh per cercare di realizzare uno sviluppo sostenibile e ridurre gli squilibri economici. Si è deciso di prendere nuove iniziative come la lotta alla speculazione finanziaria, riforma dei sistemi finanziari, guerra ai paradisi fiscali (capitali nascosti frutto di evasioni fiscali) provvedimenti per combattere l'aumento della disoccupazione.
Infine data la crescita economica di altri Paesi come l'India, il Brasile, la Cina è stato assegnato al G20 e non al G8 l'incarico di discutere le questioni economiche e il G8 si occuperà di beni politici riguardanti la sicurezza.

Commercio equo e solidale

Esso ha come obiettivo non il massimo del progetto, ma la lotta allo sfruttamento ed alla proprietà. E' mirato a creare dei canali commerciali alternativi in modo da garantire piccoli produttori dei PVS. Le organizzazioni comprano direttamente dai piccoli produttori. Sul prezzo di acquisto è compreso un piccolo contributo per sostenere progetti di sviluppo sociale e sanitario. Gli acquirenti si impegnavano a comprare una certa quantità di prodotto ad un prezzo concordato e i venditori (cioè i produttori locali) non dovevano utilizzare lavoro minorile, impiegare materie prime rinnovabili e sostenere economicamente scuole e comunità.
Tipici prodotti del commercio equo sono riso, caffè, zucchero di canna e artigianato.

Boicottaggio: interruzione dell'acquisto di prodotti di consumo per indurre le multinazionali produttrici a rivedere i propri comportamenti .

Consumo critico: acquistare i prodotti non solo avendo presente qualità e prezzo ma anche in base a comportamenti delle aziende produttrici.


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