Figure retoriche: Città Vecchia, Saba

di Umberto Saba
Figure retoriche:

Ossimoro: l'infinito nell'umiltà.
Iperbole: tumultuante giovane impazzita d'amore.
Assonanze: casa-strada, va-umiltà.
Suono r-l-c nella prima strofa.
Antitesi: viene-va, puro-turpe.
Anafora: Qui, che viene ripetuto nelle ultime tre strofe.
Anastrofe e Iperbato: Giallo in qualche pozzanghera si specchia qualche fanale.
Anastrofe: son merci ed uomini il detrito / s'agita in esse come in me, il Signore.

Il primo però non è un vero è proprio ossimoro, anche se lo si può considerare tale perché c'è più o meno un accostamento di due parole di significato opposto, difatti l'umiltà non può contenere l'infinito, appunto perché è una cosa infinita.

L'iperbole (che si usa per esagerare un concetto tramite termini esagerati, sia per difetto, che per eccesso) viene utilizzata per sottolineare la frenesia, l'impetuosità dell'amore che ha 'investito' quella giovane ragazza "pazza d'amore".


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