Mito: Giasone e il vello d'oro


Giasone era ancora un bambino quando il padre Esone, re di Iolco in Tessaglia venne privato del trono del fratello Pelia. La madre lo affidò al saggio centauro Chirone, creatura metà uomo e metà cavallo.
Divenuto adulto si presentò un giorno da Pelia per reclamare il trono che gli spettava. Lo zio affidò una missione pericolosa dalla quale era sicuro che Giasone non sarebbe tornato: la conquista del vello d’oro, il manto di un ariete sacro a Zeus che si trovava nella Colchide, appeso a una quercia sacra vegliato da un drago. Giasone, accompagnato da una cinquantina di eroi, gli Argonauti tra cui Eracle (Ercole) e Teseo partì sulla nave Argo e dovette affrontare terribili pericoli.
Dopo molte avventure gli Argonauti giunsero sulle sponde orientali del mar Nero dove Giasone per ordine di Efete, re della Colchide dovette affrontare due tori che sputavano fiamme, arare un campo, seminarvi dei denti di drago da cui nacquero feroci guerrieri armati che sconfisse con l’aiuto della maga Medea innamoratisi di lui a prima vista. Dopo che Medea ebbe addormentato con un canto soporifero il drago posto a guardia della quercia sacra, Giasone poté finalmente rapire il vello d’oro.



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