Commento: Novembre, Pascoli


Commento: Novembre, Pascoli

di Giovanni Pascoli
Commento:


La poesia fu pubblicata per la prima volta nel febbraio del 1891 sulla rivista fiorentina Vita nuova, sul finire dello stesso anno venne inclusa in Myricae. Il testo è uno dei componimenti più rappresentativi della novità di Pascoli e della sua arte. Al paesaggio viene infatti assegnata una funzione di segno, di simbolo: i fenomeni naturali sono carichi di messaggi nascosti, che soltanto il poeta-fanciullo sa decifrare con la propria speciale sensibilità. Qui non c’è la nebbia che avvolge le cose nel suo mistero, ma un cielo limpido e un sole chiaro. Pare di essere in primavera e, istintivamente, si cercano con gli occhi gli albicocchi in fiore, mentre si ha l’impressione di sentire il profumo del biancospino. E’ un’illusione: non è primavera, ma autunno avanzato e perciò il pruno è secco e le piante intrecciano sullo sfondo chiaro del cielo i rami spogli. Non guizzi di rondini, non cinguettii festosi, non morbidi prati, ma un cielo vuoto e un terreno gelido che risuona sotto i passi del viandante. E’ l’estate di San Martino; pochi giorni di sole e, poi, l’inverno: una breve illusione che svanisce in un cupo presagio di morte.


Nessun commento:

Scrivi un commento

Se trovate imperfezioni o volete aggiungere qualcosa all'articolo lasciate un commento.
Per commentare, dovete usare un account Google / Gmail.