Analisi: Mezzogiorno Alpino


Analisi: Mezzogiorno Alpino

di Giosue Carducci
Analisi del testo:


Nella prima quartina dominano suoni aperti e sonori che ampliano la solennità del paesaggio. L'ultimo verso cerca di riprodurre il suono musicale dell'acqua che fluisce fra i sassi. Il Carducci qui accompagna il nome "mezzodì" addirittura con tre aggettivi scelti con cura per esprimerne tre qualità: la serenità del cielo; la luce intensa, abbacinante del sole giunto allo zenit; la vastità sconfinata dello spazio.

La Metrica: due quartine di endecasillabi

SQUALLIDO E SCIALBO: nudo e di colore sbiadito dall'eccessivo splendore del sole.
CADENTI: biancheggianti, di un candore abbagliante; l'aggettivo candente deriva dal latino candens che appunto indica candore. In questi versi la vita è colta nella sua fissità, resa incolore dalla luce abbacinante.
REGNA...MEZZODI': questa calma infinita e intensa quasi sovrumana dà al poeta una fuggevole percezione dell'infinito.
AURA: soffio, brezza.
CHE GLI PENETRA: che penetra fra i loro rami, mentre essi restano dritti e immobili, gigantescamente forti e vivi. L'accento di penetra ha ragioni metriche e di ritmo.
FLUI': il passato remoto sottolinea la rapidità dello scorrere del ruscello; o forse della vita; forse quell'unico, piccolo suono che fugge ha, inconfessata, la voce del tempo fuggevole anch'esso.


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