Riassunto: Cos'è il re, Verga


Riassunto: Cos'è il re, Verga

di Giovanni Verga
Riassunto:


E' una novella in cui, con insuperabile maestria, ci vengono presentati il mondo e la mentalità della povera gente siciliana di circa un secolo fa. Con un linguaggio sobrio, che nella struttura sintattica riesce a ripetere tutte le sfumature del dialetto, Verga denuncia l'isolamento materiale e spirituale in cui venivano i contadini più poveri e le ingiustizie che sopportavano senza capirne le ragioni. Il racconto narra la vicenda capitata a compare Cosimo, un lettighiere di Grammichele, che mentre si trova a Caltagirone riceve l'incarico onorevole sì, ma che gli procura innumerevoli preoccupazioni di trasportare con la sua traballante lettiga, fino alla vicina Catania, nientemeno che la regina, moglie di Ferdinando II re delle Due Sicilie.
Se per gli abitanti di Caltagirone la presenza dei sovrani è occasione di gran festa paesana con suoni e campane, scoppi di mortaletti e luminarie, per compare Cosimo non è alcuna gioia: il pensiero di dover fare da lettighiere per conto del re lo tormenta senza sosta per tutta la notte che precede la partenza. Nella mente della povera gente, chi detiene il potere suscita ammirazione e paura nello stesso tempo. Il re e la regina appaiono agli occhi di quest'uomo come esseri da favola, dotati di una potenza illimitata, tanto che con un semplice cenno possono far tagliare la testa a chiunque, oppure concedere la grazia. E di ciò fa indiretta esperienza il protagonista, quando al momento dell'uscita del paese una ragazza si getta ai piedi del re, implora la grazie per il proprio padre condannato a morte e lo ottiene.
Finito il viaggio, il lettighiere conserverà sempre il ricordo dell'eccezionale incarico avuto dal re, che a Caltagirone in maniera confidenziale gli batté anche con la mano sulla spalla. Gli anni passano, compare Cosimo non può pagare un debito e allora, in nome del re (quello nuovo, Vittorio Emanuele II) gli pignorano le mule, e più tardi, ad aggravare la sua già triste situazione economica, gli tolgono anche l'unico aiuto, il figlio Orazio, che deve partire soldato. Il povero compare Cosimo confondendo il sovrano sabaudo con il re borbonico, trova profondamente ingiusto ciò che viene fatto contro di lui: non arriva a comprendere che anche nella storia c'è un prima e un dopo, e che un re può essere sostituito da un altro.