Descrizione: Monaca di Monza

Riassunto Monaca di Monza
La monaca di Monza, che accoglie Lucia nella sua fuga dal paese natio per sfuggire a Don Rodrigo, è un personaggio che l'autore descrive ampiamente come se nel racconto della vita della donna egli cerchi in qualche modo di trovare una giustificazione al male da lei fatto e al male che ancora farà. La vocazione imposta e non scelta rende Gertrude donna infelice e soggetta a peccare ma allo stesso tempo in ogni suo gesto si ravvisa come un senso di colpevolezza che serpeggia in mezzo ai grovigli e alle passioni che agitano il suo spirito. E' proprio questo sordo conflitto tra abiezione e senso di colpa che danno al personaggio della Monaca di Monza la sua tragicità. Ella non ha ancora superato i problemi che aveva da bambina, problemi nati dal vedersi negare la vita cui era destinata per la sua indole e dal non essere stata capace di lottare per far valere i suoi desideri. L'invidia che provava da bambina per le sue compagne più fortunate di lei la prova ancora per chi, come Lucia, conduce una vita nel mondo a lei precluso e tale invidia la porta a compiangersi e a vendicarsi come può, usando la sua autorità e compiendo il male.

Ruolo nel romanzo
Aiutante della protagonista, poi dell'antagonista; è ispirata ad un personaggio storico (suor Maria Virginia de Leyva, la Monaca di Monza) (attraverso il racconto delle sue vicende, Manzoni denuncia la monacazione forzata).
Figlia di un potente signore di Monza, secondo Manzoni è sempre stata indirizzata alla vita in convento, anche se ciò andava contro la sua natura.

Comportamento
Frustrata, rancorosa, debole, indecisa, ambigua. Carattere autoritario, capriccioso, enigmatico.

Dove la riscontriamo
10° Capitolo
La monaca di Monza compare nel nono capitolo dove il Manzoni ci dà una descrizione fisica e psicologica della giovane suora con uno stile sintetico, ma molto espressivo. La giovane suora ha circa venticinque anni e il suo viso mostra una bellezza sfiorita. Ha uno strano atteggiamento e modo di indossare l’abito, un non so che di trascurato e di irriverente, una ciocca di capelli esce dalla cuffia, l’abito è molto stretto in vita. Il Manzoni, già nella descrizione, anticipa qualcosa di quello che racconterà più avanti circa la vocazione di Gertrude. Già attraverso il primo colloquio con Agnese e Lucia la monaca evidenzia atteggiamenti scontrosi accanto a gesti gentili ed affettuosi. Ha un atteggiamento brusco soprattutto nei confronti di Agnese, che viene in soccorso a Lucia timorosa e vergognosa. Gertrude chiede di restare sola con Lucia ed alla fine del colloquio, decide di concedere la sua protezione alle due donne.
La monaca è figlia di un principe di origine spagnola, stanziatosi a Milano: molto ricco, ma interessato anche, secondo le consuetudini della società, a conservare intatta la proprietà all'erede maschio. In conseguenza della legge del maggiorasco, tutti i beni dovevano passare al primogenito: per gli altri figli c'erano il convento per le femmine, il sacerdozio per i maschi. Gertrude perciò fin dal concepimento era stata destinata al convento dove viene rinchiusa quando è ancora una bambina.
Tutte le suore collaborano a persuaderla della bontà di una scelta monacale; tutte la servono e la esaltano. Quando torna a casa prima di pronunciare i voti definitivi e manifesta la sua intenzione di non diventare monaca, trova tutto ostile: freddo, gelido ed autoritario il padre; fredda la madre, tutti cospirano a renderle impossibile l'esistenza. Una cameriera consegna al padre un biglietto che Gertrude aveva destinato ad un paggio, che aveva mostrato per lei comprensione e gentilezza. Quella piccola avventura è presentata alla giovane come un grave delitto, una macchia, a lavare la quale non giova che il suo assenso a tornare al convento e a farsi suora. Gertrude: è un personaggio tragico con un destino che porta al dolore dello spirito e alla condanna dell'insoddisfazione perenne. Ella ha ereditato dal padre tutti i suoi stessi difetti: è orgogliosa, superba, smaniosa di primeggiare e di trarre i massimi piaceri dalla vita, capace di dissimulare. Suscita nell'animo di chi legge pietà per la sofferenza di un destino avverso è la vena che percorre queste pagine, splendide, del romanzo e disgusto contro certi modi educativi.
Nel 10 capitolo il Manzoni analizza il travaglio della Monaca che alla fine per uscire dalla prigionia imposta dal Principe padre decide di accettare di diventare monaca. L’atteggiamento del padre, della madre e del principino cambiano, completamente cominciano ad adularla e a lodarla per la bontà della scelta.


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